10 maggio 2010

Note sullo "sviluppo": tra manifestazioni locali e fenomeni globali

Quello che normalmente viene inteso come «sviluppo» non è altro che un aspetto di ciò che viene nominato con il termine «globalizzazione», spesso contrapposta a «valori», tradizioni e culture «locali». Come se questa contrapposizione fosse qualcosa di pacifico e acquisito, senza porsi il problema sul fatto che possano essere le manifestazioni «locali» a realizzare e alimentare il «globale», la cui unica realtà è il mercato con le sue reti. In questo senso, come nota Eleonora Fiorani ne I panorami del contemporaneo (ed. Lupetti), «la globalizzazione è propriamente l’intensificarsi per estensione, rapidità e densità delle relazioni economiche, sociali, culturali mondiali, reso possibile dalle nuove tecnologie della comunicazione, che cambiano le regole e il funzionamento dei sistemi socioterritoriali». La totalità, il tutto, diviene tale nella relazione differenziale tra le parti, è un tutto «in cammino». È stato infatti notato come le manifestazioni locali assurgano ad elementi centrali e caratterizzanti delle politiche urbane, generatrici di quei processi economici e sociali dai quali vengono a loro volta radicalmente trasformate per effetto della moltiplicazione dei servizi, delle infrastrutture e della conseguente frammentazione sociale e territoriale. Sono appunto gli sviluppi locali che diventa prioritario promuovere, progettare e realizzare per attrarre e reperire investimenti internazionali finalizzati al sostegno dei settori più dinamici e innovativi dell’economia e, nel caso in cui si sia confrontati con la lungimiranza politica, tesi ad un miglioramento delle condizioni di vita di determinate realtà urbane o territoriali, o proiettate alla realizzazione di nuove opportunità di lavoro. Ma è il fenomeno globale, a sua volta, ad appiattire entro i propri codici le manifestazioni locali, che per realizzarsi devono per forza di cose competere e vincere la concorrenza: a questo si riducono le gare tra i pretendenti all’organizzazione e alla realizzazione dei giochi olimpici, dei vari G8 che chiamano a raduno «i grandi della terra», con architetti e una pletora di altri professionisti pronti a genuflettersi e accettare ogni sorta di compromesso pur di poter progettare e realizzare il luogo per uno spot dove non si decide davvero nulla di rilevante e che potrebbe svolgersi per mezzo di una semplice (ma poco redditizia, in termini di marketing) videoconferenza.
(continua...)

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Elogio del Paesaggio

Il programma di lavoro che ci attende è strutturato in sei temi, tra di loro più o meno intrecciati. Li elenchiamo anticipando alcune chiavi di lettura. (Read the program in english)

[teorie] L'affermazione dell'architettura

(la ragione e "l’altro") - Tratto dalla raccolta di saggi "Costruire, abitare, pensare", Mimesis Edizioni (Milano-Udine), 2010, curata da Fabio Filippuzzi e Luca Taddio, questo brano, scritto a quattro mani da Damiano Cantone e lo stesso Taddio, è parte di un progetto editoriale più ampio, in preparazione, sullo stesso tema: l'architettura come affermazione. La familiarità con i temi e i problemi che da tempo ci interessano non sfuggirà certamente agli attenti lettori. La pubblicazione del brano avviene in accordo con l'editore, che con l'occasione ringraziamo.


 

(Sguardo su) - Ottavia Messori, studentessa presso l'Accademia di architettura di Mendrisio, propone alcune considerazioni in merito alla fase di neourbanizzazione che, caratterizzando la Bovisa a partire dal 1989, è tuttora in corso. "Si tratta di una fase sorretta dalla volontà di conferire a Milano una struttura policentrica, organizzata per funzioni decentrate, innervata da una rete diffusa di servizi idonea a promuovere la riqualificazione della periferia". L'esame mette a fuoco la manifestazione dei "nuovi varchi negli ex luoghi dell’abbandono", analizzando processi di recupero, "le effervescenze e i nodi", ma lasciando "sullo sfondo i delicati temi della sicurezza (...) e dell’immigrazione irregolare".


 

[design] Leafchair

(Sguardo su) - Carmela Scala parla di leafchair, il progetto di Francesco Fiotti recentemente premiato con menzione d’onore al 9th Andreu World International Design Competition.


 

[teorie] Necessità di un rovesciamento etico

(la ragione e "l’altro") - Fabio Pontiggia sul Corriere del Ticino del 5 febbraio solleva una questione che svela la contraddizione che attraversa il disorientamento provocato dalla devastazione causata dalla finanza internazionale: alla demonizzazione del sistema economico responsabile degli sconquassi non corrisponde una visione politica alternativa capace di individuare una direzione percorribile. Se evidentemente il tema non può essere risolto nello spazio di un articolo, è però a nostro avviso importante osare il rischio di abbozzare una traccia relativa ad una possibile impostazione della questione.


 

[architettura] Dinamica unitarietà

(Sguardo su) - Massimo Collura ha aperto il proprio studio professionale nel 2005, nei pressi di Lugano. La sua attenzione si focalizza principalmente su tre aspetti: il rapporto architettura/paesaggio, l’esigenza di una sostenibilità ambientale e la scelta di materiali sui quali possa essere inciso il segno della vita che scorre.


 

[architettura] Strutture sinergetiche

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - POLIEDRI, GEODETICHE, TENSEGRALI e RECIPROCHE definiscono la vasta famiglia delle strutture a geometria sinergetica. Le strutture reciproche di Leonardo da Vinci sono state da me aggiunte recentemente al precedente elenco di Fuller per l’evidente affinità esistente tra queste strutture.


 

[teorie] L'intimità e lo spazio ritrovato

(la ragione e "l’altro") - Riportiamo il testo dell'intervento che Stefano Malpangotti ha tenuto il 17 novembre nell'ambito del seminario Spazio/Cinema. I commenti dell'autore sono riportati in grassetto. (N.d.R.)   «Perché un luogo è ospitale?» è una domanda che pone immediatemente la questione del proprio Altro, ovvero del luogo inospitale che la domanda non enuncia. Un luogo è ospitale perché esclude l'inospitalità oppure perché riesce a includere l'inospitalità? In altri termini, lo spazio dell'ospitalità è segnato dai confini di una dinamica inclusiva o esclusiva? Come vorrebbe Kant nella Critica del Giudizio (p.557), il luogo di questa dinamica, sia esso inclusivo o esclusivo, è finalizzato all'uomo in quanto soggetto alla moralità? O detto altrimenti: un luogo è ospitale perché i suoi confini consistono in un'immagine puramente umana? Come raffigurare l'immagine di un luogo ospitale? Per facilitare l'approccio al linguaggio e al pensiero di Gaston Bachelard, ed evitare inopportune confusioni o traslazioni di significati impropri dei concetti utilizzati, ho deciso di proporvi un approccio diretto rispetto ad alcuni brani di opere del pensatore francese per poi brevemente compendiarli in modo da poter disegnare un percorso coerente, e quanto più rigoroso, nei confronti dell'analisi che Bachelard propone riguardo l'attività immaginifica dell'essere umano. 


 

[arti] Spazio/Cinema . seminari e workshop a Genova

(Sguardo su) - Dal 16 al 26 novembre 2009 Genova ospiterà Spazio/Cinema, progetto imperniato attorno a due momenti distinti e collaterali: seminari e workshop. Il 17 novembre sarà presente, in qualità di relatore, anche Stefano Malpangotti, il cui intervento è intitolato L’intimità e lo spazio ritrovato. Note attorno a La Poétique de l'espace di Gaston Bachelard.