23 febbraio 2008
pamela ferri - 1) il peso dello spazio


Le architetture di Pamela Ferri hanno un certo peso.
Non è un modo di dire, non solo. Certo, hanno un peso culturale importante in un panorama italiano piuttosto appiattito; hanno un peso nella ricerca sullo spazio, in un contesto in cui molti sfuggono alle scelte architettoniche dotandosi di ottimi fornitori di wengé; hanno anche un peso perchè recuperano la teoria e le ossessioni come terreno fertile per progettare.
Ma, a mio parere, gli spazi di Pamela Ferri pesano in senso letterale: generalmente l'architettura è molto misurabile in lunghezza, altezza e profondità, ma sfugge alla misurazione della sua massa. Al contrario degli esseri viventi, difficilissimi da misurare con precisione ma molto semplici da pesare.
Pensate a un pesce, o a una conchiglia. Piani, sovrapposizoni, ombre, luci, masse rientranti e protuberanze, spazi visibili o solo immaginabili. Impossibile rilevare tutto... Eppure di un pesce del giorno possiamo sapere in un istante quanto pesa.
Come nei progetti di Pamela: entrandoci non possiamo fare altro che astenerci dal misurare e gustarci la quantità precisissima di spazio che contengono, incastrato tra discese e risalite millimetriche di piani quotati magicamente dall'occhio inquieto della loro autrice.



Pamela Ferri’s architectures are quite relevant.
It’s not a figure of speech, not only. They have certainly an important cultural relevance in a quite flat Italian scenery; they are important for space research, in a context in which many people defy architectural choices endowing themselves with wengé’s first class suppliers. They have also relevance because they recover theory and obsessions as fertile ground for planning.
However, in my opinion, Pamela Ferri’s spaces are relevant for literal meaning: normally, architecture is easily measurable in length, height and depth, but defies measure of its mass. As opposed to human beings, deeply and accurately difficult to measure, but very easy to weigh out.
Think about a fish or a shell. Plans, overlaps, shadows, lights, recess masses and protuberances, visible or only thinkable spaces. It’s impossible to notice everything…. However, we can quickly know the weigh of a fresh fish.
As in Pamela’s projects: walking in them we can only abstain from measuring and taste the precise quantity of the contained space, inserted between millimetric descents and ascents of plans magically quoted by the restless eye of their author.

Pamela Ferri porta avanti una ricerca programmaticamente nominata “Spazio Frontale”. Tale indagine sperimentale ha le sue radici nel lavoro di Gianni Asdrubali, artista che, a partire dal 1979, lavora alla visualizzazione pittorica della spazialità di un Vuoto Frontale.
La costituzione del gruppo di ricerca ZAMUVA (Asdrubali - Ferri) è finalizzata al conseguimento di una nuova immagine spaziale slegata da ogni criterio prospettico e per questo reale e concreta. Con metafora geometrica si può dire che gli Zamuva procedono come frattali collocando in un ambito intermedio tra arte e scienza la loro indagine nello spazio. Sensibilità estetica e criteri scientifici coesistono nella definizione di una spazialità inedita in cui un ruolo fondamentale è svolto dalla coscienza del Vuoto come principio generatore di qualunque azione dotata di senso.
Dal 2006 la loro attività si avvale della collaborazione sperimentale del Dipartimento di Matematica della facoltà di Architettura RomaTre.


Pamela Ferri continues a research named “Spazio Frontale/Frontal Space”. This experimental survey has its origins in Gianni Asdrubali's work, an artist who, from 1979, has been working for the pictorial display of spatiality in a Frontal void/Vuoto Frontale.
The target of the setting-up of the ZAMUVA (Asdrubali - Ferri) research group is to reach a new space image disjointed by each perspective criterion and for that reason real and concrete. With a geometric metaphor it is possible that Zamuvas go on as fractals placing their survey into space in an interim area between art and science. Aesthetic sensibility and scientific criteria coexist in the new space definition in which the Void consciousness considered as generating principle of any fitted-with-sense action is a fundamental role.
Since 2006, their activity has the experimental cooperation of the Mathematics department of RomaTre Architecture faculty.
Collaboratori / Collaborators:
- concezione strutturale / structure conception: Marco Vailati (www.destruttura.com)
- consulenti al programma Zamuva / consultants to Zamuva plan: Fabio Turri (architetto)
- traduttore / translator: Erika Bertoni
zamuva@libero.it
Credits (nell'ordine dall'alto verso il basso):
1-3 - night club
4-6 - progetto anarchico
7-8 - struttura Zamuva
9-11 - Zumoide
12 - pontile Zumoide



