Di due operazioni di facciata

Entrambe manifestazioni dei giochini di potere ticinesi. L’una riguarda il referendum lanciato per opporsi al finanziamento di facciate provvisorie per il rivestimento dei padiglioni del centro espositivo Conza, a Lugano. La proposta bottiana sarebbe costata circa 2 milioni di Euro. Bastavano 3'500 firme. Ne sono state raccolte oltre 5'000. Ora si attende il voto popolare.

La seconda operazione riguarda il concorso di progettazione indetto per l’ampliamento del (pure bottiano) centro sportivo di Tenero. Le autorità avrebbero dimostrato più serietà e meno sfacciataggine se avessero dato mandato diretto all’autore del progetto originario (come del resto è giusto che sia), invece di decretarne il primo posto nell’ambito di una gara dall’esito scontato. Certo, l’intervento è soggetto ad una legge ben precisa che impone la procedura del pubblico concorso. Ma a che serve fingere in modo così spudorato quando il risultato è inevitabilmente già scritto in partenza? E poi, per quale motivo legittimare questo grottesco teatrino partecipando ad un falso confronto dall’esito scontato? In fondo si tratta pur sempre di un mandato diretto, mascherato dietro l’alibi di procedure (per di più costose) richieste dalla gestione “democratica” della cosa pubblica. Ridotta di fatto ad una questione di affari privati.

Questo è quanto si può trovare sul sito ufficiale del Centro sportivo nazionale: «Il 17 gennaio scorso il direttore dell'Ufficio federale dello sport Matthias Remund, il direttore del CST Bixio Caprara e i responsabili del progetto per conto dell'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, Hanspeter Winkler e Aldo Ostini, hanno presentato il risultato del concorso di progettazione per la 3a tappa del CST. La giuria ha valutato quale progetto vincente quello proposto dall'arch. Mario Botta. L'arch. Botta aveva già realizzato la seconda tappa e ha saputo interpretare al meglio anche le nuove esigenze del CST. La 3a tappa concerne la ristrutturazione del settore attrezzato per alloggi temporanei e il potenziamento delle infrastrutture sportive».
Questa la valutazione della giuria: «Le qualità principali si evidenziano nell'inserimento nel contesto edificato, nella scelta dell'ubicazione delle costruzioni, nell'elaborazione accurata dell'architettura e, soprattutto, nell'infrastruttura proposta del campeggio con i connessi vantaggi per l'esercizio. Il progetto è rispettoso dei criteri di sviluppo sostenibile. La verifica eseguita evidenzia che lo standard Minergie-Eco è raggiungibile. L'utilizzo di materiali duraturi ed ecologicamente sicuri, l'impiego di calcestruzzo armato riciclato e di materie prime rinnovabili si ripercuotono favorevolmente sull'economia e per tutta la durata di vita degli edifici».