11 novembre 2008
Appello per gli archivi di Giuseppe Pagano e Edoardo Persico
Mimmo Franzinelli ha lanciato l'appello per il recupero degli archivi di Giuseppe Pagano e Edoardo Persico. L'iniziativa verrà ufficializzata a breve termine. Nell'attesa, riprendendo alcune delle dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera nei giorni scorsi, pubblichiamo il testo dell'appello, le cui sottoscrizioni potranno essere inviate all’indirizzo che verrà comunicato nei prossimi giorni.
Il 6 novembre 2008 il Corriere della Sera riportava un articolo a firma di Antonio Carioti titolato: «Giallo sull’archivio di Pagano, l’architetto deportato». Questi alcuni stralci: «Giuseppe Pagano visse sulla sua pelle le peggiori tempeste del Novecento. “Il suo ultimo scritto nel lager - osserva lo studioso Mimmo Franzinelli - è uno splendido testamento spirituale: un esame di coscienza autocritico, ma aperto alla speranza nel futuro. Pagano è una figura che andrebbe studiata a fondo per capire gli errori e le illusioni di tanti intellettuali italiani nel XX secolo”. Purtroppo chi volesse approfondire la parabola del grande architetto, nato a Parenzo (Istria) nel 1896, incontrerebbe gravi difficoltà: “Le carte di Pagano - spiega Franzinelli - vennero consegnate dalla figlia Lorenza alla Fondazione Feltrinelli nel 1977, ma ben presto furono sottratte alla consultazione. Riuscì infatti a ottenerle in custodia, insieme ad altri fondi importanti, l’architetto Riccardo Mariani, con il pretesto di organizzare una mostra per il comune di Milano. Non credo che tale iniziativa sia stata realizzata, ma comunque il materiale non è stato mai restituito. Risulta tuttora in possesso di Mariani, che adesso vive a Ginevra. È un fondo di notevole valore, non solamente storico, che comprende fotografie, schizzi e progetti originali, scambi di corrispondenza…”. (…) Lorenza Pagano, figlia dell’architetto, conferma la sua versione: “Nel 1985 scrissi a Salvatore Veca, che allora dirigeva la Feltrinelli, per lamentare il fatto che il fondo di mio padre non era a disposizione degli studiosi. Ma non ottenni risposta. Mariani sostiene che la Fondazione gli consegnò il materiale perché non era interessata a conservarlo. E mi ha assicurato che si sta adoperando per far conoscere l’archivio di mio padre. Dice che vuole metterlo anche su Internet”. Franzinelli sottolinea che nulla si è mosso fino al suo intervento: “Ho protestato presso la Feltrinelli insieme a De Seta e nel luglio scorso la direttrice della Fondazione, Chiara Daniele, ha scritto a Mariani per sollecitare la restituzione del fondo. Ma lui ha risposto che ritiene di custodire le carte a buon diritto. A questo punto mi risulta che sia stata avviata un’azione legale”».
Mimmo Franzinelli si è fatto promotore dell’appello da sottoscrivere per il recupero degli archivi di Giuseppe Pagano e Edoardo Persico. Ecco il testo dell’appello:
«La recentissima disponibilità degli scritti di Giuseppe Pagano, Architettura e città durante il fascismo, a cura di Cesare De Seta, ed. Jaca Book, e la contemporanea inaugurazione al MuVIM di Valencia di una grande mostra dedicata a Pagano fotografo, rilanciano l'attenzione su uno dei protagonisti del rinnovamento dell'architettura italiana nella prima metà del Novecento. Pagano, direttore di “Casabella”, autore di capolavori come Palazzo Gualino (1928) a Torino e l’edificio dell’Università Bocconi (1937) a Milano, è presente con la sua opera in ogni testo italiano e straniero. Fu tra i combattenti nelle fila della Resistenza, fu arrestato a Milano e morì nel Lager di Mauthausen il 22 aprile 1945.
Le figlie di Pagano depositarono nel gennaio 1977 l'archivio paterno alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli (Milano), ma inspiegabilmente quella preziosa documentazione venne successivamente data in consegna temporanea ad un privato italiano residente in Svizzera - assieme all’archivio di Edoardo Persico (1900 - 1936) donato da Ada Gobetti e da Giulia Veronesi - che oggi rifiuta la restituzione dell'archivio Pagano e Persico agli aventi diritto.
Il presente appello sollecita la Fondazione Feltrinelli a esperire ogni mezzo per il sollecito recupero di un patrimonio sottratto agli studiosi da trent’anni, di straordinario rilievo per la biografia e l’opera di due intellettuali tra i più significativi del Novecento italiano (e non solo)».



