Una casa in Québec

Aperta alle mutevoli suggestioni ambientali, la casa potrebbe essere descritta, sinteticamente ma efficacemente, con le parole che Fulvio Papi ha utilizzato in un piccolo ma prezioso libricino: «L’architettura spazializza senza produrre un ordine nello spazio, non c’è alcun centro: assomiglia al famoso colpo di dadi di Mallarmé. È una immagine da repertorio che richiama l’idea della architettura come evento-qui-ora, una pura invenzione che non giunge all’apice temporale da alcuna altra storia, sequenza, serie. Il tipo di costruzione è possibile come decostruzione di tutte le condizioni che nella tradizione hanno vincolato l’accadere dell’architettura. (…) Non c’è un apriori architettonico comunque realizzato, come non c’è un significato nella scrittura al di là della traccia: quello che è architettura lo impariamo solo da quel testo-evento il quale nasce come transarchitettura la quale può dare luogo a una messa in scena del paesaggio proprio perché, come dice Derrida, fa ricorso all’altro da sé. (…) Non c’è alcuno spazio che costituisca lo spazio a priori e nemmeno il luogo animato, lo spazio è solo l’effetto proprio della spaziatura».

 

 

Progetto: YH2_Yiacouvakis Hamelin architectes
Luogo: Saint-Hyppolite, Québec, Canada
Anno: 2008-2009
Fotografie: Francis Pelletier & Loukas Yiacouvakis