Pamela Ferri, Gianni Asdrubali - 3) La coscienza della spazialità frontale

Proponiamo la terza delle quattro puntate riferite alla ricerca di Pamela Ferri e Gianni Asdrubali. La prima è stata pubblicata alla fine di febbraio. La seconda alla fine di giugno.

 

Il testo che compone l'articolo è di Ferri e Asdrubali, e si propone come manifesto teso a riflettere i caratteri fondamentali della loro ricerca.

 

LA COSCIENZA DELLA SPAZIALITA’ FRONTALE

Quando tutte le variabili indipendenti tempo-spaziali dell' avanti-dietro-sotto-sopra, degenerando in una superficie annullano la loro traduzione bidimensionale di alto-basso-destra-sinistra, questa superficie è un limite senza essere bordo, che assorbe la tensione drammatica del collasso di tutte le possibili dimensioni tempo-spaziali.
La stessa forza immagazzinata in questo limite, libera completamente la sospensione del nuovo spazio, spaccando e annullando la forma.
Una curva non è più una curva, una retta non è più una retta e la loro fusione non è altro che la tensione data dal ripiegamento e compressione di tutte le sezioni di spazio in un'unica superficie.

In questo tipo di ricerca l'azione o il segno sono forze di contrasto che contengono la materia prima della trama del vuoto: è l'anti-immagine intesa non come negativo dell'immagine ma come una configurazione  priva di spazio-tempo, nei limiti tra finito e infinito. Annullando i valori spazio-temporali, l'anti-immagine annulla le nozioni utili alla descrizione quotidiana, estetica e tecnica del vuoto, riappropriandosi di una realtà visiva e mentale allo stato primigenio.

Si concepisce una nuova coscienza dell'idea di uno spazio che rinnega i suoi canoni.
Una struttura concepita dal vuoto che spacca  la forma rigenerandosi in una nuova immagine a partire dall'anti-immagine.

Il vuoto si fa sentire come tale e il pieno si fa sentire come tale, non per la forza del contrario ma perché il vuoto non vuole il pieno come antagonista, ma lo vuole come schiavo per far sentire la sua potenza . Per questo, l'azione o il segno come  forze di contrasto  che riempiono  lo spazio, sono soltanto  azione o  segno  che appartengono al vuoto.  Lo spazio risultante non è omogeneo, l'equilibrio non è dato dal gioco equo delle parti ma dalla forza del corpo del vuoto.

Il vuoto non assorbe più la forma sfondando lo spazio, ma il vuoto spacca la forma  diventando un immagine nitida reale e  frontale.

 

 

CONSCIOUSNESS OF FRONTAL SPATIALITY

When all the backwards-forwards-above-below time-space independent variables degenerating into a surface annul their high-low-right-left  bi-dimensional conversion, this surface is a limit without being a boundary, that absorbs the dramatic tension of all the possible time-space dimension collapse. 
The same force stored in this limit, completely liberates the new space suspension, shattering and annulling the form. 
A curve is no longer a curve, a straight line is no longer straight line, and their fusion is nothing but the tension coming from the folding and compression of all the space sections into a unique surface.

In this kind of research, the act or the sign are forces of contrast which contain the primary matter constituting the void weft:  it is the anti-image meant not as the negative of the image, but as a configuration divested of space-time  between finite and infinite. 
By annulling the spatial-time values, the anti-image annuls the notions useful to the ordinary, aesthetic and technical description of void, reacquiring a visual and mental reality in its primordial state.

A new consciousness of a space idea which rejects its canons is conceived. 
A structure conceived from a void which shatters its form by regenerating itself into a new image based on the anti-image.

The void and the fullness can be considered as they are, not because of the force of opposites, but because the void does not recognize the fullness as its antagonist.  It recognizes it as a slave for demonstrating its strength.  For that reason, the act or the sign as forces of contrast which fill the space, are only an act or a sign belonging to the void.  The resulting space is not uniform, and its equilibrium is not granted by the equivalence of the parts, but by the void body of the force.

The void no longer absorbs the form by breaking into space, but it shatters the form, turning into a precise and frontal image

 

Zamuva_Gianni Asdrubali-Pamela Ferri
La costituzione del gruppo di ricerca ZAMUVA (Asdrubali - Ferri) è finalizzata al conseguimento di una nuova immagine spaziale slegata da ogni criterio prospettico e per questo reale e concreta. Con metafora geometrica si può dire che gli Zamuva procedono come frattali collocando in un ambito intermedio tra arte e scienza la loro indagine nello spazio. Sensibilità estetica e criteri scientifici coesistono nella definizione di una spazialità inedita in cui un ruolo fondamentale è svolto dalla coscienza del Vuoto come principio generatore di qualunque azione dotata di senso.
Dal 2006 la loro attività si avvale della collaborazione sperimentale del Dipartimento di Matematica e facoltà di Architettura  RomaTre.

The target of the setting-up of the ZAMUVA (Asdrubali - Ferri) research group is to reach a new space image disjointed by each perspective criterion and for that reason real and concrete. With a geometric metaphor it is possible that Zamuvas go on as fractals placing their survey into space in an interim area between art and science. Aesthetic sensibility and scientific criteria coexist in the new space definition in which the Void consciousness considered as generating principle of any fitted-with-sense action is a fundamental role.
Since 2006, their activity has the experimental cooperation and Mathematics department of RomaTre Architecture faculty.


Collaborators:
structure conception: Marco Vailati (www.destruttura.com)
consultants to Zamuva plan: Fabio Turri (architect)
translator: Erika Bertoni


Contact:
e-mail: zamuva@libero.it

 

Credits images:

1) Zamuva_Gianni Asdrubali – Pamela Ferri
2) Zamuva_immagini in parallelo (Stoide, 2006 – Night Club “A Tu x Tu”, 2004)
3) Zamuva_immagini in parallelo (Stoide, 2006 – Città a-dimensionale/adimensional city, 2003)
4) Zamuva_immagini in parallelo (Stoide, 2006 – progetto Anarchico/ an anarchical design, 2005)
5) Gianni Asdrubali_Spazio Stoide/Stoide space, 2005-2006)
6) Pamela Ferri_struttura Zamuva/Zamuva structure, 2005
7) Zamuva_immagini in parallelo (Eroica, 1988 – Zumoide, 2007)
8 - 9) Zamuva_immagini in parallelo (Tromboloide, 1992 – Zumoide, 2007)
10) Zamuva_immagini in parallelo (Stoide, 2006 – Spazio Zumoide/Zumoide space, 2007)