23 giugno 2008
Pamela Ferri, Gianni Asdrubali - 2) ZAMUVA
L'analisi di Zamuva introduce la seconda delle quattro puntate riferite alla ricerca di Pamela Ferri e Gianni Asdrubali. La prima è stata pubblicata alla fine di febbraio. Il testo, che riportiamo anche tradotto nella versione in lingua inglese, è stato scritto da Emiliano Gandolfi in occasione della recente mostra milanese sui lavori di Asdrubali, ospitata negli spazi della galleria ARTRA.
ZAMUVA
Il vuoto è il fulcro della ricerca trentennale di Gianni Asdrubali. Nelle sue superfici non è interessato alla resa formale dei segni o tanto meno alla composizione, ma alla creazione di spazi, come inevitabile conseguenza dell’azione generata dal vuoto. Il gesto dell’artista, in qualche modo simile al satori, il gesto teso all’illuminazione della tradizione zen giapponese, è una perenne investigazione sulla tensione generata dal vuoto: in questo scontro si crea lo spazio, la materia e il pieno.
Per quanto lo scontro tra pieno e vuoto alluda ad una relazione astratta, le immagini di Asdrubali sono consapevoli visualizzazioni della tensione generata dal vuoto, che l’artista comprime sulla superficie della tela stessa, riducendole a due dimensioni. La dimostrazione più ovvia dell’efficacia della rappresentazione di limite nelle opere di Asdrubali è l’assenza di scala, che emerge al loro interno e nello stesso rapporto tra l’opera e lo spazio circostante.
Stoide del 2006 potrebbe essere l’ultimo ingrandimento della forma più ridotta di realtà tangibile, la relazione di forze generatrici dell’universo o una primordiale struttura di materia. La forza che unisce l’elettrone al protone (e via via le infinitesime particelle al loro interno), è la stessa che lega le lune ai pianeti, e a loro volta le galassie tra loro. Queste immagini, esposte sulla parete di un museo, come in una fabbrica o istallate in ambienti esterni, diventano lo spazio stesso. È lo scopo ultimo di ogni artista, la rappresentazione dell’essenza delle cose, delle forze che formano la materia.
Dalla collaborazione con l’architetto Pamela Ferri è nata nel 2003 Zamuva, con l’intento di creare un dialogo tra le due ricerche, tese entrambe a indagare nuove forme di spazialità. Il lavoro della Ferri piega le superfici di Asdrubali nella terza dimensione, senza perdere quelle specificità a-dimensionali già presenti nelle tele. Nasce così Zumoide, una struttura tridimensionale composta da una molteplicità di elementi piani ripiegati su se stessi. Le forze sottese dalla superficie sono liberate dal nuovo spazio, fino ad annullare ogni percezione di forma. La tensione data dal ripiegamento e dalla compressione di tutte le sezioni di spazio in un’unica superficie definiscono una spazialità nuova, un’architettura dinamica.



english text
Vacuum is Gianni Asdrubali thirty-year research hearth. In his surfaces he is not interested in signs formal restitution or in the composition, but in spaces creation, as inevitable consequence of the action created by vacuum. Artist sign, in a certain way similar to satori, traditional Japanese Zen sign bents on illumination, is a endless investigation on tension created by vacuum: by this crash space, matter and solid part are created.
Even if crash between solid part and vacuum hints at an abstract relationship, Asdrubali images are vacuum tension conscious visualizations, which the artist compresses on the very canvas surface, reducing them in two-dimensional. The more evident demonstration of the limit representation force in Asdrubali works is the scale absence, that comes out in their inner part and in the same relationship between work and its surrounding space.
Stoide of 2006 can be the last enlargement of the more reduced tangible reality, the relationship between universe generation forces or a matter primordial structure. The joining force between electron and proton (and going on with their internal infinitesimal particles), is the same that links moons and planets, and galaxies between them. These images exposed on a museum wall, as in a factory, or outside, becomes the very space. The essence of things, of forces that create matter is the last intention of each artist.
Zamuva was born in 2003, from the collaboration with architect Pamela Ferri, with the intention of creating a dialogue between the two researches, both realised for investigating new space forms. Ferri work folds Asdrubali surfaces in third dimension, without losing those dimensionless peculiarities, already present on his paintings. In this way Zumoide is created, a three-dimensional structure composed by several floor elements withdrawn into themselves. Forces subtended by surfaces are set free by new space, until they cancel every form perception. Tension given by refolding and compression of every space sections in a unique surface, defines a new spatiality, a dynamic architecture.


Zamuva_Gianni Asdrubali-Pamela Ferri
La costituzione del gruppo di ricerca ZAMUVA (Asdrubali - Ferri) è finalizzata al conseguimento di una nuova immagine spaziale slegata da ogni criterio prospettico e per questo reale e concreta. Con metafora geometrica si può dire che gli Zamuva procedono come frattali collocando in un ambito intermedio tra arte e scienza la loro indagine nello spazio. Sensibilità estetica e criteri scientifici coesistono nella definizione di una spazialità inedita in cui un ruolo fondamentale è svolto dalla coscienza del Vuoto come principio generatore di qualunque azione dotata di senso.
Dal 2006 la loro attività si avvale della collaborazione sperimentale del Dipartimento di Matematica e facoltà di Architettura RomaTre.
The target of the setting-up of the ZAMUVA (Asdrubali - Ferri) research group is to reach a new space image disjointed by each perspective criterion and for that reason real and concrete. With a geometric metaphor it is possible that Zamuvas go on as fractals placing their survey into space in an interim area between art and science. Aesthetic sensibility and scientific criteria coexist in the new space definition in which the Void consciousness considered as generating principle of any fitted-with-sense action is a fundamental role.
Since 2006, their activity has the experimental cooperation and Mathematics department of RomaTre Architecture faculty.
Collaborators:
structure conception: Marco Vailati (www.destruttura.com)
consultants to Zamuva plan: Fabio Turri (architect)
translator: Erika Bertoni
Contact:
e-mail: zamuva@libero.it
credits images:
1 – Zamuva_Gianni Asdrubali – Pamela Ferri
2 – Gianni Asdrubali , Stoide, 2006
3 – Pamela Ferri, Città dimensionale / adimensional city, 2005
4 – Gianni Asdrubali, Stoide, 2006
5 – Pamela Ferri, Night Club “ A Tu x Tu”, 2004 -05, foto di / photo of Ramy Leon Lorenco
6 – Pamela Ferri _ Zumoide, 2007, foto di / photo of Laura Fantacuzzi
7 – Pamela Ferri_Zumoide, 2007
8 – Gianni Asdrubali_Stoide, 2006
9 – Pamela Ferri_Pontile Zumoide, 2007
10 – Gianni Asdrubali, Zigroma, 2008, foto di / photo of Antonello Idini



