M.lle Camille - Visualizzazioni Sonore

MANIFESTO

Per tradurre
l'energia di una scultura
in energia vocale
che scolpisce lo spazio
esterno ed interno.

***

Camille scolpisce per metà della sua vita
L'altra metà la passa in un ospedale psichiatrico:
non scolpirà più

Che ne è della sua arte?
Dell'energia che rende le sue opere brandelli di vita
Sospese fino alla rottura dell'equilibrio

Una foto la ritrae ottantenne immobile:
Camille scolpisce sé dall'interno
un sorriso enigmatico

 

DESCRIZIONE GENERALE

L'intenzione del lavoro è quella di leggere la vita e l'opera di Camille Claudel (1864-1943), di elaborare uno spartito ragionato per una performance vocale/teatrale/visuale e allestire una scenografia che funga da spazio immersivo e polimorfo strutturato per avvolgere i partecipanti nelle dinamiche della performance.

La scena mobile riproduce l'esperienza del valzer, desunta dalla lettura dei segni impressi in una scultura: La Valse – opera su cui l'artista ritornò più volte nell'arco della sua vita.

Il lavoro si divide in due fasi segnate da un intervallo preciso: la vita di Camille Claudel artista scultrice e donna libera s'interrompe bruscamente con il suo internamento nel 1913, dopo trent'anni d'attività. Altrettanti ne trascorrerà nell'ospedale psichiatrico senza mai più dedicarsi all'arte della scultura.

Nella prima parte del lavoro si pone l'attenzione sulla vita artistica di Camille Claudel e sulle vicende autobiografiche strettamente connesse con la sua giovinezza. L'azione è collocata nella scena nera e osserva il Valzer dall'esterno. I concetti chiave sono creatività, energia, chaos, movimento e forze esterne.

La seconda parte si concentra invece sulla foto di Camille anziana, seduta nell'ospedale psichiatrico, in quiete apparente, lo sguardo enigmatico. L'azione si sposta nella scena bianca, all'interno della materia, nella torsione del Valzer. Le forze esterne si trasformano lentamente in silenziose forze interne.

La scena ingloba i partecipanti nella continua evoluzione della danza, traducendo la torsione della massa scultorea in movimento ed emissione vocale.

Voce che viene indagata, dunque, come forza che proiettata verso l'esterno riesce a modificare spazi fisici e luoghi dell'agire (oltre a veicolo di comunicazione e di valori semantici espressione di stati d'animo non codificabili di azioni fisiche e sforzi e origine di onde sonore). Ma anche voce che viene percepita come forza interiore che vive nel corpo prima di uscirne fuori che ne esplora i labirinti per risuonare in modo diverso e che cova a lungo prima d'uscire ed essere ascoltata dal mondo o che decide di non uscire affatto e di implodere creando una sorta di scultura interna.

La performance vocale segue l'evoluzione di spartiti visuali basati su alcune mappe cognitive della scultura.

 

INSTALLAZIONE

L'allestimento nasce da un'attenta analisi, coniugando l'azione scenica non solo al processo di sottrazione della scultura ma anche alla lettura di un'altra opera di Camille Claudel, Clotho, la Parca, inglobata in una ragnatela, l'insieme di fili del destino che si ingarbugliano nella vita di Camille, al punto da farle perdere la ragione.

Il progetto trae origine dalle metodologie generative del form-finding e sviluppa una strategia site specific che interagisce efficacemente con la forma dell'edificio in cui è installato e con il movimento progressivo della Valse, traducendo in una forma dinamica e variabile il sistema di avvitamenti e torsioni che caratterizzano la scultura.

La turbolenza e l'energia ebbra del Valzer modellano i processi innovativi per la produzione architettonica informata digitalmente.

A livello volumetrico la continuità tra le superfici della scenografia è conseguita introducendo una geometria striata basata su un sistema di ripetizione che può acquisire diversi gradi di densità a seconda della posizione relativa dei vari elementi base (strisce).

Il volume dell'installazione è modulato in scena dai due performer in accordo con le linee guida individuate da spartiti visuali che leggono il movimento di masse e vettori nella scultura arrivando, per sottrazione, ad individuarne i fulcri generativi.

Lo sviluppo del modello tettonico evita l'individuazione di una tipologia architettonica predefinita, rafforzando lo scivolamento dell'informità della materia in una fusione ininterrotta di flussi, movimento, massa, limiti e superfici.

E' stata utilizzata la modellazione tridimensionale digitale parallelamente a quella fisica per indagare parametricamente le performance del sistema materico in uso, introducendo una serie di mutazioni e deformazioni attraverso diverse operazioni di manipolazione. Tra le variabili indagate si sono considerati in particolare le articolazioni spaziali, il dualismo superficie-volume, la densità e la distribuzione della luce.

La scena si configura come un sistema adattivo ed emergente che desume le sue caratteristiche globali dall'andamento di ogni singolo elemento base, adattandosi alle situazioni e alle richieste programmatiche più disparate.

 

Concetti chiave

Individuale versus Globale, Topologia, Design parametrico, Time-based model, Material system, Form-finding, Performance, Emergenza, Evoluzione/Coevoluzione, Sistemi complessi adattivi, Mapping.

 

Contact:
RaabeTeatro e RaabeArt
Eugenia Benelli e Monica Giovinazzi
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