Spazio/Cinema . seminari e workshop a Genova

(Sguardo su) - Dal 16 al 26 novembre 2009 Genova ospiterà Spazio/Cinema, progetto imperniato attorno a due momenti distinti e collaterali: seminari e workshop. Il 17 novembre sarà presente, in qualità di relatore, anche Stefano Malpangotti, il cui intervento è intitolato L’intimità e lo spazio ritrovato. Note attorno a La Poétique de l'espace di Gaston Bachelard.


 

Angeli ad Auschwitz

(la ragione e "l’altro") - atto unico ©®2009 (Tutti i diritti riservati e registrati)


 

(Sguardo su) - Fino al 21 giugno è aperta alla galleria Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra la mostra Framing Modernism, Architecture and Photography in Italy 1926-1965. Presentando l'evento, il sito della estorickcollection riporta: "Despite recent studies, the history of architectural photography remains in its infancy; in particular, little work has been undertaken on the photography of Italian Modernism. This exhibition complements recent case studies on the Czech Republic and Hungary as well as other, more general surveys, to paint a clearer picture of the often shifting but symbiotic relationship between the two disciplines. The selection of over 100 period photographs has been drawn almost entirely from the RIBA British Architectural Library Photographs Collection. It has been curated by Robert Elwall – one of the leading writers and experts on the interrelationship between photography and architecture – and Valeria Carullo, Assistant Curator in the Photographs Collection of the British Architectural Library".


 

L'arte allo stato gassoso di Yves Michaud

(Sguardo su) - «Questo saggio vuole essere la diagnosi della trasformazione di un’epoca in un’altra, senza nessun tipo di polemica, e soprattutto con la distanza e l’ironia dell’analisi, ma anche con i dubbi dello scetticismo». Così Yves Michaud introduce il lettore al suo saggio “L’arte allo stato gassoso”, Edizioni Idea, Roma, 2007. Viviamo, dice l’autore, «in un nuovo mondo dell’esperienza estetica e dell’arte, in cui l’esperienza estetica tende a dar colore alla totalità delle esperienze, dove la vita stessa deve adeguarsi alla bellezza, e l’arte diventa un profumo, un ornamento». Ciò non significa che essa muoia, ma che si trasformi in «etere artistico». Chiedendosi per quale motivo ciò accada, Michaud intende anche spiegare i fenomeni del trionfo dell’estetica e della «vaporizzazione dell’arte» nell’epoca contemporanea, cercando di delineare il possibile avvenire per la produzione e la ricezione dell’arte stessa.


 

Zamuva - parte 4

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Proponiamo la quarta e ultima delle puntate riferite alla ricerca di Gianni Asdrubali e Pamela Ferri, che insieme hanno fondato ZAMUVA. La prima (un'intervista ad Asdrubali) è stata pubblicata alla fine di febbraio. La seconda (un testo di Emiliano Gandolfi scritto in occasione della mostra presso la galleria ARTRA) alla fine di giugno. La terza (un sorta di manifesto teso a riflettere i caratteri fondamentali della ricerca di Zamuva) a luglio 2008.


 

Pamela Ferri, Gianni Asdrubali - 3) La coscienza della spazialità frontale

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Proponiamo la terza delle quattro puntate riferite alla ricerca di Pamela Ferri e Gianni Asdrubali. La prima è stata pubblicata alla fine di febbraio. La seconda alla fine di giugno.   Il testo che compone l'articolo è di Ferri e Asdrubali, e si propone come manifesto teso a riflettere i caratteri fondamentali della loro ricerca.


 

Pamela Ferri, Gianni Asdrubali - 2) ZAMUVA

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - L'analisi di Zamuva introduce la seconda delle quattro puntate riferite alla ricerca di Pamela Ferri e Gianni Asdrubali. La prima è stata pubblicata alla fine di febbraio. Il testo, che riportiamo anche tradotto nella versione in lingua inglese, è stato scritto da Emiliano Gandolfi in occasione della recente mostra milanese sui lavori di Asdrubali, ospitata negli spazi della galleria ARTRA.


 

(Sguardo su) - DOMANDA: Nel tuo lavoro si avverte una forte spazialità, quando hai cominciato a lavorare sullo spazio? RISPOSTA:  Ho dato corpo a ciò che non c’è….il mio lavoro, dal 1979 ad oggi, è sempre stato una ricerca continua dentro la materia, dentro lo spazio (spaziotempo), al fine di visualizzare un’immagine primaria, semplice e complessa insieme, sto parlando dell’inizio, della realtà più estrema, luogo di scuotimenti feroci e per nulla pacifico, punto di scontro e collasso di tutti gli opposti. Ecco, in questo “luogo”, vitale ma scomodo,  ci sono dentro.


 

Le insidie del paradiso

(Sguardo su) - Nello spazio di Maria Nordman la pratica della Libertà viene proposta all'interno di due sistemi logico-strutturali reciprocamente alternativi: la libertà dentro il Labirinto o la libertà dentro la condizione paradisiaca. Quest'alternativa coinvolge disegni e realizzazioni ambientali in un paradosso ideologico: nella progettazione della Nordman infatti il carattere sistematico e luminoso del contesto paradisiaco si rivela sempre fondato su catene tanto imperiose quanto invisibili, che solo il contatto con l'Ombra, all'interno del Labirinto, dissolve.


 

Ponte sullo Stretto

(Sguardo su) - Parecchi secoli sono trascorsi da quando,nel 251 a.c, durante la prima guerra punica, i Romani organizzavano il primo rudimentale traghetto per trasbordare dalla Sicilia gli elefanti catturati ai Cartaginesi.Da allora, e sino ad oggi, l’esigenza di collegare l’isola alla terraferma è stato un problema via via risolto con i mezzi che i tempi consentivano: dalle piccole navi a ruota della fine dell’800, sino ai moderni ferry-boat. Alle soglie del 2005, tuttavia, il sogno di molti è la realizzazione del “Po


 

Trasformazioni. Christo e Jeanne-Claude

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Forse ha ragione Werner Spies quando afferma che il lavoro di Christo e Jeanne-Claude invita a relegare in secondo piano il modo di vedere e di vivere abituale “e a diventare sensibili a cose e sensazioni che non hanno nulla a che vedere con l’utilità e il consumo”. Il che spiegherebbe il motivo per cui la resistenza nei loro confronti “risulta essere tanto aggressiva e isterica nella fase iniziale di ogni progetto: gli artisti infatti propongono realizzazioni che il nostro senso comune, orientato all’effic


 

M.lle Camille - Visualizzazioni Sonore

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - MANIFESTO Per tradurre l'energia di una scultura in energia vocale che scolpisce lo spazio esterno ed interno. *** Camille scolpisce per metà della sua vita L'altra metà la passa in un ospedale psichiatrico: non scolpirà più Che ne è della sua arte? Dell'energia che rende le sue opere brandelli di vita Sospese fino alla rottura dell'equilibrio Una foto la ritrae ottantenne immobile: Camille scolpisce sé dall'interno un sorriso enigmatico   DESCRIZIONE GENERALE L'int


 

Carlo Rosselli. Testimone supremo dell'umano.

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Carlo Rosselli, con il fratello Nello, è stato barbaramente assassinato il 9 giugno 1937 per il suo straordinario e immane coraggio nell’aver sfidato in Italia e in Europa, alla vigilia della seconda guerra mondiale, l’avvento del nazifascismo. Il 2007 segnerà i 70 anni da quel tragico evento. Per questa ragione è stata concepita l’opera teatrale che qui proponiamo e che purtroppo non ha trovato chi la volesse rappresentare. Abbiamo perciò ritenuto opportuno pubblicarla perché ne avvertiamo la necessità in


 

Lo spazio sonoro

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Il caos urbano, gli stridori del traffico, la sovrapposizione delle voci e i suoni ritmici degli agenti atmosferici sono parte integrante della percezione urbana. Una piazza silenziosa è deserta, vuota, senza vita. In una parola metafisica. Lo spazio urbano è permeato, inondato, posseduto dal suono urbano sicché la fruizione di uno spazio è assimilabile alla scena di un film, quindi definita dalla giustapposizione di due registri percettivi, quello dell’immagine spaziale e quello dell’effetto sonoro. Qua


 

una nota sbagliata

(identità multipla e ibrida) - [gs] C’è qualcosa che mi ha sempre colpito in Coltrane. L’evoluzione del suo modo di suonare. Nei dieci anni in cui è stato leader di una band è passato dal bop, al jazz modale e poi al free jazz. Il tutto in dieci anni. Quanto Michelangelo e Malevich hanno fatto in una vita, lui l’ha fatto in dieci anni, iniziando da una musica “figurativa” fino ad arrivare al suono puro. A volte dischi realizzati a pochi mesi di distanza sembrano distanti anni luce. Per non parlare poi dei concerti registrati dal vivo,


 

Una Biennale tranquilla

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Dopo la Biennale di Szeemann e quella di Bonami, un po’ caotica e piena di tutto e di tutti, siamo arrivati per questa cinquantunesima edizione con la direzione di due donne: Maria de Corral e Rosa Martinez. Due spagnole che hanno dato a questa esposizione un taglio maggiormente rigoroso. Più spazio agli artisti, con diverse loro opere, così da poterne leggere meglio le intenzioni e più ordine negli allestimenti e negli spazi. Maria de Corral al Padiglione Italia ed ai Giardini, con “L’esperienza dell’ar


 

PYCTA

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - "PYCTA": UN MICROMONDO STEREOPLASTICO di Lucia Latour In "Pycta" (2005), ci si propone di catturare contemporaneamente più corpi danzanti, in un ambiente reattivo unico, costituito dalla coreografia, dall'architettura, dal suono, dall'immaginario digitale prodotto dalla motion capture e dalla motion graphics. Le nove telecamere a raggi infrarossi della stereometria optoelettronica (motion capture) si collocano nello spazio scenico e definiscono un volume di cattura ampio che coincide con l'intera scena


 

Sylvatica

(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Le straordinarie novità circa i concetti di dinamicità di tempo e di spazio proposte dal Moderno descrivono una realtà di difficile comprensione in quanto non afferrabile attraverso una normale osservazione. Il contemporaneo sta lavorando sulla necessità di rendere operative certe intuizioni. La linea di pensiero che va da Dilthey a Nietzsche e le successive scoperte scientifiche e tecnologiche prenderanno atto della frammentazione dell’io e del senso della vita e allo stesso tempo lavoreranno perché ques


 

Natale Platania: artista nello spazio

(identità multipla e ibrida) - Nel momento in cui l’ho visto, mi sono convinto che Natale Platania avrebbe potuto essere un architetto. Per tre ragioni. La prima perché, conoscendolo di persona, ho avuto la certezza che il personaggio che si muove all’interno di molti suoi quadri, armato di cinepresa, è lui in autoritratto. Quasi come un architetto all’interno dei proprio spazio. La seconda perché attraverso il ricorrere di questa figura in numerosi quadri ho capito il metodo di Platania di organizzare i propri lavori come se fossero il