Manipolazioni climatiche

Anche se le prime sperimentazioni tese alla modificazione climatica risalgono al 1946, il progetto, nella sua forma embrionale, è in cammino già dal 1890. È in quell'anno che il congresso degli Stati Uniti finanzia un esperimento (che al momento della sua attuazione nel Texas fallisce) ideato dal generale Dyrenfort e finalizzato a provocare fenomeni piovosi. Ma se negli anni '40 era possibile manipolare una nuvola per provocare le precipitazioni, la tecnologia per modificare il clima non si è arrestata al punto in cui si trovava sessant'anni fa.

Modificare il clima è possibile. Già dalla metà del secolo scorso sono in atto progetti che utilizzano aerei appositamente modificati per spargere nell'aria sostanze chimiche quali anidride carbonica, ioduro d'argento, azoto liquido, ecc. In molti paesi sono state effettuate analisi chimiche che hanno rilevato concentrazioni elevate di bario ed alluminio, tanto in campioni di vegetazione che in tessuti organici umani. Vi è il forte sospetto che queste sostanze provengano dalle scie chimiche e che queste ultime siano adottate a fini di manipolazione climatiche. Le sostanze rilasciate nell'atmosfera possiedono caratteristiche ben precise che ne contraddistinguono l'utilizzo. Il bario (o i suoi derivati come il titanato di bario) possiede qualità igroscopiche notevoli, e una volta cosparso sulle nubi assorbe la quantità d'acqua in esse contenuta impedendo le precipitazioni piovose. Il bario è largamente impiegato nelle rilevazioni radar e satellitari da diversi decenni, per esempio nel progetto CRRES (Combined Release and Radiation Effects Satellite) risalente al 1990. Le peculiarità disseccanti del bario influiscono anche su uomini e animali, con effetti più facilmente riscontrabili a livello di mucose, danneggiando pure muscoli, cuore, polmoni e reni. L'alluminio ha un alto potere riflettente ed un'alta conducibilità termica ed elettrica e, come noto, l'eccessiva concentrazione nell'organismo può creare gravi intossicazioni.

Si tratta di un fenomeno esteso ormai a livello planetario. In Italia, nel 2005 il ministero dell'ambiente ha messo a disposizione oltre 3 milioni e mezzo di euro per finanziare un progetto di stimolazione artificiale delle nuvole. La regione Puglia ha assegnato ad una società svizzera, la Aerotech SA (operante da più di 15 anni nel settore della fornitura di parti di ricambio, assistenza tecnica e soprattutto servizi nel settore aeronautico) la gara d'appalto per la stimolazione artificiale della pioggia che è stata effettuata nel biennio 2004-2006 in alcune aree pugliesi. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l'aeronautica militare e la III regione aerea dell'aeroporto militare di Bari Palese. Il progetto è stato supervisionato dall'NCAR (National Center for Atmospheric Research), un istituto di ricerca del Colorado. Nel frattempo la Cina progetta un "ombrello metereologico" per assicurare, proprio nella stagione delle piogge, cieli splendenti lungo tutto l'arco delle celebrazioni olimpiche: "il nostro staff è allenato. I preparativi ultimati", ha dichiarato Wang Jianjie, portavoce dell'ufficio meteorologico di Pechino, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nel quartiere generale del comitato organizzatore.

Ciò che è inquietante non è solo il fatto che queste operazioni, controllando gli effetti di corto termine, non dicono assolutamente nulla, né lo potrebbero fare, sulle conseguenze a lungo termine (sebbene alcune di queste si possano già intuire e siano state di fatto denunciate). Prima ancora tutta la vicenda rilfette il costitutivo delirio di onnipotenza e l'arroganza di una visione (eminentemente occidentale) che si sta estendendo a livello planetario. Il delirio sta nel pensare che si possa spiegare cosa si può fare del mondo e nel mondo, come se il mondo fosse un «fatto» e fosse «fatto», o fosse, come anche l’uomo (che starebbe così «fuori» dal mondo) un «dato» e da sempre «dato». Pensiero quanto più disumano nei confronti del quale pare assai difficile prendere le distanze. Neppure da parte degli ecologisti, che anzi dimostrano di essere, in questo, degli ottimi e fedeli cartesiani. Pure loro ignari del fatto che pensare l’individuo da una parte e l’ambiente e il mondo dall’altra è una costruzione intellettualistica da cui deriva quel dire metaforico e astratto che diviene, di fatto (anche quando impiegato in buona fede ma in modo del tutto inconsapevole) la copertura ideologica di un atteggiamento meramente tecnico-sperimentale, praticato senza farne questione. Tanto che l'Air Force statunitense si domanda dal 1996 come "possedere il clima entro il 2025". Come se mondo e universo fossero oggetti manipolabili e programmabili secondo i dettami di una ingegneria genetica estesa a livello cosmico. Anche ne "Il grande dittatore" Charlie Chaplin giocava con il mondo, burlandosi di esso. Ma poi, il mondo, gli scoppiò fra le mani. Il che riflette uno degli immensi e drammatici problemi del nostro tempo.