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    <title>SpazioArchitettura.ch</title>
    <link>http://www.spazioarchitettura.ch/</link>
    <description>SpazioArchitettura</description>
    <copyright>Copyright - spazioarchitettura.ch</copyright>
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    <category>Blog</category>
    <managingEditor>redazione@spazioarchitettura.ch (redazione@spazioarchitettura.ch)</managingEditor>
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      <title>Leafchair</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/design/articolo185.aspx</link>
      <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 11:07:00 GMT</pubDate>
      <description>Carmela Scala parla di leafchair, il progetto di Francesco Fiotti recentemente premiato con menzione d&amp;rsquo;onore al 9th Andreu World International Design Competition. </description>
      <category>design</category>
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      <title>Necessit&amp;#224; di un rovesciamento etico</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/teorie/articolo184.aspx</link>
      <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:41:00 GMT</pubDate>
      <description>Fabio Pontiggia sul Corriere del Ticino del 5 febbraio solleva una questione che svela la contraddizione che attraversa il disorientamento provocato dalla devastazione causata dalla finanza internazionale: alla demonizzazione del sistema economico responsabile degli sconquassi non corrisponde una visione politica alternativa capace di individuare una direzione percorribile. Se evidentemente il tema non pu&amp;ograve; essere risolto nello spazio di un articolo, &amp;egrave; per&amp;ograve; a nostro avviso importante osare il rischio di abbozzare una traccia relativa ad una possibile impostazione della questione. </description>
      <category>teorie</category>
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      <title>Dinamica unitariet&amp;#224;</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/architettura/articolo183.aspx</link>
      <pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:19:00 GMT</pubDate>
      <description>Massimo Collura ha aperto il proprio studio professionale nel 2005, nei pressi di Lugano. La sua attenzione si focalizza principalmente su tre aspetti: il rapporto architettura/paesaggio, l&amp;rsquo;esigenza di una sostenibilit&amp;agrave; ambientale e la scelta di materiali sui quali possa essere inciso il segno della vita che scorre. </description>
      <category>architettura</category>
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      <title>La Svizzera, i minareti, l’Europa</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/editoriali/articolo182.aspx</link>
      <pubDate>Fri, 25 Dec 2009 00:23:00 GMT</pubDate>
      <description>L&amp;rsquo;iniziativa referendaria contro l&amp;rsquo;edificazione di minareti in Svizzera va letta come pretesto, nel doppio senso letterale ed etimologico: come ragione di cui ci si &amp;egrave; serviti per nascondere il vero motivo di un disegno, di un&amp;rsquo;azione, ma anche come occasione per creare un precedente, un testo ante litteram capace di divenire riferimento per ulteriori analoghe iniziative. Ma non solo. Pi&amp;ugrave; nel profondo l&amp;rsquo;iniziativa &amp;egrave; il sintomo di due aspetti non meno inquietanti: da un lato, realizzandosi come occasione per una disperata ricerca di una &amp;laquo;identit&amp;agrave;&amp;raquo; da difendere bench&amp;eacute; costruita in modo fittizio e posticcio, ovvero creata ad arte e rincorsa unicamente per mero interesse contingente (nient&amp;rsquo;affatto per un&amp;rsquo;esigenza profonda di cui neppure si sente il bisogno, tranne che per ragioni di comodo) &amp;ndash; un&amp;rsquo;identit&amp;agrave; intesa e filtrata nel modo pi&amp;ugrave; becero e corrotto, masochista e suicida, ovvero come chiusura verso l&amp;rsquo;&amp;laquo;altro&amp;raquo;, un&amp;rsquo;idea piegata di volta in volta per rispondere agli interessi pi&amp;ugrave; subdoli e alle esigenze e ai richiami pi&amp;ugrave; bassi e volgari; il secondo aspetto riguarda il ruolo di un intero paese nel contesto europeo, tanto che in modo molto diretto si potrebbe dire: ci&amp;ograve; che &amp;egrave; in gioco &amp;egrave; il ruolo della Svizzera come laboratorio politico per l&amp;rsquo;Europa. Il che sta accadendo in modo diametralmente opposto a quanto dovrebbe, ovvero a quanto si augurava in modo tanto acuto quanto coraggioso Denis de Rougemont (un intellettuale non a caso per lo pi&amp;ugrave; ostracizzato).  I quattro aspetti non sono fra di loro slegati, eterogenei, ma intrecciati a vari livelli, quando non pressoch&amp;eacute; coincidenti, fino a divenire, l&amp;rsquo;uno rispetto all&amp;rsquo;altro, di volta in volta, condizione e conseguenza. </description>
      <category>editoriali</category>
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      <title>Strutture sinergetiche</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/architettura/articolo181.aspx</link>
      <pubDate>Mon, 21 Dec 2009 10:30:00 GMT</pubDate>
      <description>POLIEDRI, GEODETICHE, TENSEGRALI e RECIPROCHE definiscono la vasta famiglia delle strutture a geometria sinergetica.    Le strutture reciproche di Leonardo da Vinci sono state da me aggiunte  recentemente al precedente elenco di Fuller per l&amp;rsquo;evidente affinit&amp;agrave; esistente tra queste strutture. </description>
      <category>architettura</category>
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      <title>L'intimit&amp;#224; e lo spazio ritrovato</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/teorie/articolo180.aspx</link>
      <pubDate>Wed, 18 Nov 2009 15:47:00 GMT</pubDate>
      <description>Riportiamo il testo dell'intervento che Stefano Malpangotti ha tenuto il 17 novembre nell'ambito del seminario Spazio/Cinema. I commenti dell'autore sono riportati in grassetto. (N.d.R.) &amp;nbsp; &amp;laquo;Perch&amp;eacute; un luogo &amp;egrave; ospitale?&amp;raquo; &amp;egrave; una domanda che pone immediatemente la questione del proprio Altro, ovvero del luogo inospitale che la domanda non enuncia. Un luogo &amp;egrave; ospitale perch&amp;eacute; esclude l'inospitalit&amp;agrave; oppure perch&amp;eacute; riesce a includere l'inospitalit&amp;agrave;? In altri termini, lo spazio dell'ospitalit&amp;agrave; &amp;egrave; segnato dai confini di una dinamica inclusiva o esclusiva? Come vorrebbe Kant nella Critica del Giudizio (p.557), il luogo di questa dinamica, sia esso inclusivo o esclusivo, &amp;egrave; finalizzato all'uomo in quanto soggetto alla moralit&amp;agrave;? O detto altrimenti: un luogo &amp;egrave; ospitale perch&amp;eacute; i suoi confini consistono in un'immagine puramente umana? Come raffigurare l'immagine di un luogo ospitale? Per facilitare l'approccio al linguaggio e al pensiero di Gaston Bachelard, ed evitare inopportune confusioni o traslazioni di significati impropri dei concetti utilizzati, ho deciso di proporvi un approccio diretto rispetto ad alcuni brani di opere del pensatore francese per poi brevemente compendiarli in modo da poter disegnare un percorso coerente, e quanto pi&amp;ugrave; rigoroso, nei confronti dell'analisi che Bachelard propone riguardo l'attivit&amp;agrave; immaginifica dell'essere umano.&amp;nbsp;</description>
      <category>teorie</category>
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      <title>Spazio/Cinema . seminari e workshop a Genova</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/arti/articolo179.aspx</link>
      <pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:10:00 GMT</pubDate>
      <description>Dal 16 al 26 novembre 2009 Genova ospiter&amp;agrave; Spazio/Cinema, progetto imperniato attorno a due momenti distinti e collaterali: seminari e workshop. Il 17 novembre sar&amp;agrave; presente, in qualit&amp;agrave; di relatore, anche Stefano Malpangotti, il cui intervento &amp;egrave; intitolato L&amp;rsquo;intimit&amp;agrave; e lo spazio ritrovato. Note attorno a La Po&amp;eacute;tique de l'espace di Gaston Bachelard. </description>
      <category>arti</category>
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      <title>Una casa in Qu&amp;#233;bec</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/architettura/articolo178.aspx</link>
      <pubDate>Thu, 29 Oct 2009 09:33:00 GMT</pubDate>
      <description>Aperta alle mutevoli suggestioni ambientali, la casa potrebbe essere descritta, sinteticamente ma efficacemente, con le parole che Fulvio Papi ha utilizzato in un piccolo ma prezioso libricino: &amp;laquo;L&amp;rsquo;architettura spazializza senza produrre un ordine nello spazio, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; alcun centro: assomiglia al famoso colpo di dadi di Mallarm&amp;eacute;. &amp;Egrave; una immagine da repertorio che richiama l&amp;rsquo;idea della architettura come evento-qui-ora, una pura invenzione che non giunge all&amp;rsquo;apice temporale da alcuna altra storia, sequenza, serie. </description>
      <category>architettura</category>
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      <title>Riflessioni per un’etica del progetto: la doppia metamorfosi della storia e della vita</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/teorie/articolo176.aspx</link>
      <pubDate>Sat, 17 Oct 2009 00:06:00 GMT</pubDate>
      <description>&amp;quot;La critica condivisa da Paci e Sini alla concezione scientifico-matematica di spazio e tempo che sorregge la concezione tradizionale di storia e la concezione razionalistica dell&amp;rsquo;architettura - nota Laura Gioeni - si sostanzia dell&amp;rsquo;appello al mondo della vita, alla spazialit&amp;agrave; e temporalit&amp;agrave; della vita vissuta, della durata e della relazione&amp;quot;. Nell'indagare il rapporto tra memoria e progetto tutto ci&amp;ograve; ha un ruolo essenziale, cos&amp;igrave; come l'apertura d'orizzonte offerto dalla genealogia e dalla sua costitutiva capacit&amp;agrave; di farsi &amp;quot;carico di quella circolarit&amp;agrave; delle estasi temporali per cui il passato necessita del futuro per acquistare il suo senso compiuto&amp;quot;. </description>
      <category>teorie</category>
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      <title>TAV, un’opera non solo inutile, ma anche scandalosa</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/architettura/articolo177.aspx</link>
      <pubDate>Sun, 04 Oct 2009 23:20:00 GMT</pubDate>
      <description>Il motivo per cui consideriamo la TAV un'opera inutile lo abbiamo spiegato in altra occasione. Da &amp;quot;Presa diretta&amp;quot; (l'ottima trasmissione sulle terza rete RAI diretta da Riccardo Iacona) apprendiamo che, inizialmente preventivata per un costo di 15 miliardi di Euro, la TAV ne coster&amp;agrave;, secondo gli utlimi preventivi, 32 miliardi. Ai quali si sommano i costi per le stazioni previste in numero superiore, i treni supplementari, i debiti dello Stato contratti per far fronte alla realizzazione, i costi per i danni ambientali dovuti agli scavi delle gallerie che hanno seccato sorgenti e fiumi, i danni causati a infrastrutture e abitazioni (per altro gi&amp;agrave; verificatisi), per non dimenticare i costi derivati dalla scelta di soluzioni di passaggi e stazioni sotterranee non necessarie e molto pi&amp;ugrave; care rispetto a quelle inizialmente pensate per essere realizzate in superficie (come per esempio nel caso di Firenze).  Un paragone tra Italia e Francia risulta illuminante. In Italia la TAV, sulla tratta Milano &amp;ndash; Torino, costa 54 milioni di Euro al chilometro. In Francia, a parit&amp;agrave; di difficolt&amp;agrave;, la tratta Parigi &amp;ndash; Strasburgo costa 4 miliardi per 300 Km, ovvero circa 13 milioni di Euro al chilometro. </description>
      <category>architettura</category>
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