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    <title>SpazioArchitettura.ch</title>
    <link>http://www.spazioarchitettura.ch/</link>
    <description>SpazioArchitettura</description>
    <copyright>Copyright - spazioarchitettura.ch</copyright>
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    <category>Blog</category>
    <managingEditor>redazione@spazioarchitettura.ch (redazione@spazioarchitettura.ch)</managingEditor>
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      <title>L'affermazione dell'architettura</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/teorie/articolo188.aspx</link>
      <pubDate>Wed, 26 May 2010 15:57:00 GMT</pubDate>
      <description>Tratto dalla raccolta di saggi &amp;quot;Costruire, abitare, pensare&amp;quot;, Mimesis Edizioni (Milano-Udine), 2010, curata da Fabio Filippuzzi e Luca Taddio, questo brano, scritto a quattro mani da Damiano Cantone e lo stesso Taddio, &amp;egrave; parte di un progetto editoriale pi&amp;ugrave; ampio, in preparazione, sullo stesso tema: l'architettura come affermazione. La familiarit&amp;agrave; con i temi e i problemi che da tempo ci interessano non sfuggir&amp;agrave; certamente agli attenti lettori. La pubblicazione del brano avviene in accordo con l'editore, che con l'occasione ringraziamo. </description>
      <category>teorie</category>
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      <title>Note sullo &amp;quot;sviluppo&amp;quot;: tra manifestazioni locali e fenomeni globali</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/editoriali/articolo187.aspx</link>
      <pubDate>Mon, 10 May 2010 10:21:00 GMT</pubDate>
      <description>Quello che normalmente viene inteso come &amp;laquo;sviluppo&amp;raquo; non &amp;egrave; altro che un aspetto di ci&amp;ograve; che viene nominato con il termine &amp;laquo;globalizzazione&amp;raquo;, spesso contrapposta a &amp;laquo;valori&amp;raquo;, tradizioni e culture &amp;laquo;locali&amp;raquo;. Come se questa contrapposizione fosse qualcosa di pacifico e acquisito, senza porsi il problema sul fatto che possano essere le manifestazioni &amp;laquo;locali&amp;raquo; a realizzare e alimentare il &amp;laquo;globale&amp;raquo;, la cui unica realt&amp;agrave; &amp;egrave; il mercato con le sue reti. In questo senso, come nota Eleonora Fiorani ne I panorami del contemporaneo (ed. Lupetti), &amp;laquo;la globalizzazione &amp;egrave; propriamente l&amp;rsquo;intensificarsi per estensione, rapidit&amp;agrave; e densit&amp;agrave; delle relazioni economiche, sociali, culturali mondiali, reso possibile dalle nuove tecnologie della comunicazione, che cambiano le regole e il funzionamento dei sistemi socioterritoriali&amp;raquo;.  La totalit&amp;agrave;, il tutto, diviene tale nella relazione differenziale tra le parti, &amp;egrave; un tutto &amp;laquo;in cammino&amp;raquo;.  &amp;Egrave; stato infatti notato come le manifestazioni locali assurgano ad elementi centrali e caratterizzanti delle politiche urbane, generatrici di quei processi economici e sociali dai quali vengono a loro volta radicalmente trasformate per effetto della moltiplicazione dei servizi, delle infrastrutture e della conseguente frammentazione sociale e territoriale. Sono appunto gli sviluppi locali che diventa prioritario promuovere, progettare e realizzare per attrarre e reperire investimenti internazionali finalizzati al sostegno dei settori pi&amp;ugrave; dinamici e innovativi dell&amp;rsquo;economia e, nel caso in cui si sia confrontati con la lungimiranza politica, tesi ad un miglioramento delle condizioni di vita di determinate realt&amp;agrave; urbane o territoriali, o proiettate alla realizzazione di nuove opportunit&amp;agrave; di lavoro. Ma &amp;egrave; il fenomeno globale, a sua volta, ad appiattire entro i propri codici le manifestazioni locali, che per realizzarsi devono per forza di cose competere e vincere la concorrenza: a questo si riducono le gare tra i pretendenti all&amp;rsquo;organizzazione e alla realizzazione dei giochi olimpici, dei vari G8 che chiamano a raduno &amp;laquo;i grandi della terra&amp;raquo;, con architetti e una pletora di altri professionisti pronti a genuflettersi e accettare ogni sorta di compromesso pur di poter progettare e realizzare il luogo per uno spot dove non si decide davvero nulla di rilevante e che potrebbe svolgersi per mezzo di una semplice (ma poco redditizia, in termini di marketing) videoconferenza. </description>
      <category>editoriali</category>
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      <title>Laboratorio Bovisa. Il difficile cammino della rinascita urbana.</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/teorie/articolo186.aspx</link>
      <pubDate>Fri, 30 Apr 2010 10:24:00 GMT</pubDate>
      <description>Ottavia Messori, studentessa presso l'Accademia di architettura di Mendrisio, propone alcune considerazioni in merito alla fase di neourbanizzazione che, caratterizzando la Bovisa a partire dal 1989, &amp;egrave; tuttora in corso. &amp;quot;Si tratta di una fase sorretta dalla volont&amp;agrave; di conferire a Milano una struttura policentrica, organizzata per funzioni decentrate, innervata da una rete diffusa di servizi idonea a promuovere la riqualificazione della periferia&amp;quot;. L'esame mette a fuoco la manifestazione dei &amp;quot;nuovi varchi negli ex luoghi dell&amp;rsquo;abbandono&amp;quot;, analizzando processi di recupero, &amp;quot;le effervescenze e i nodi&amp;quot;, ma lasciando &amp;quot;sullo sfondo i delicati temi della sicurezza (...) e dell&amp;rsquo;immigrazione irregolare&amp;quot;. </description>
      <category>teorie</category>
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      <title>Leafchair</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/design/articolo185.aspx</link>
      <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 11:07:00 GMT</pubDate>
      <description>Carmela Scala parla di leafchair, il progetto di Francesco Fiotti recentemente premiato con menzione d&amp;rsquo;onore al 9th Andreu World International Design Competition. </description>
      <category>design</category>
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      <title>Necessit&amp;#224; di un rovesciamento etico</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/teorie/articolo184.aspx</link>
      <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:41:00 GMT</pubDate>
      <description>Fabio Pontiggia sul Corriere del Ticino del 5 febbraio solleva una questione che svela la contraddizione che attraversa il disorientamento provocato dalla devastazione causata dalla finanza internazionale: alla demonizzazione del sistema economico responsabile degli sconquassi non corrisponde una visione politica alternativa capace di individuare una direzione percorribile. Se evidentemente il tema non pu&amp;ograve; essere risolto nello spazio di un articolo, &amp;egrave; per&amp;ograve; a nostro avviso importante osare il rischio di abbozzare una traccia relativa ad una possibile impostazione della questione. </description>
      <category>teorie</category>
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      <title>Dinamica unitariet&amp;#224;</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/architettura/articolo183.aspx</link>
      <pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:19:00 GMT</pubDate>
      <description>Massimo Collura ha aperto il proprio studio professionale nel 2005, nei pressi di Lugano. La sua attenzione si focalizza principalmente su tre aspetti: il rapporto architettura/paesaggio, l&amp;rsquo;esigenza di una sostenibilit&amp;agrave; ambientale e la scelta di materiali sui quali possa essere inciso il segno della vita che scorre. </description>
      <category>architettura</category>
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      <title>La Svizzera, i minareti, l’Europa</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/editoriali/articolo182.aspx</link>
      <pubDate>Fri, 25 Dec 2009 00:23:00 GMT</pubDate>
      <description>L&amp;rsquo;iniziativa referendaria contro l&amp;rsquo;edificazione di minareti in Svizzera va letta come pretesto, nel doppio senso letterale ed etimologico: come ragione di cui ci si &amp;egrave; serviti per nascondere il vero motivo di un disegno, di un&amp;rsquo;azione, ma anche come occasione per creare un precedente, un testo ante litteram capace di divenire riferimento per ulteriori analoghe iniziative. Ma non solo. Pi&amp;ugrave; nel profondo l&amp;rsquo;iniziativa &amp;egrave; il sintomo di due aspetti non meno inquietanti: da un lato, realizzandosi come occasione per una disperata ricerca di una &amp;laquo;identit&amp;agrave;&amp;raquo; da difendere bench&amp;eacute; costruita in modo fittizio e posticcio, ovvero creata ad arte e rincorsa unicamente per mero interesse contingente (nient&amp;rsquo;affatto per un&amp;rsquo;esigenza profonda di cui neppure si sente il bisogno, tranne che per ragioni di comodo) &amp;ndash; un&amp;rsquo;identit&amp;agrave; intesa e filtrata nel modo pi&amp;ugrave; becero e corrotto, masochista e suicida, ovvero come chiusura verso l&amp;rsquo;&amp;laquo;altro&amp;raquo;, un&amp;rsquo;idea piegata di volta in volta per rispondere agli interessi pi&amp;ugrave; subdoli e alle esigenze e ai richiami pi&amp;ugrave; bassi e volgari; il secondo aspetto riguarda il ruolo di un intero paese nel contesto europeo, tanto che in modo molto diretto si potrebbe dire: ci&amp;ograve; che &amp;egrave; in gioco &amp;egrave; il ruolo della Svizzera come laboratorio politico per l&amp;rsquo;Europa. Il che sta accadendo in modo diametralmente opposto a quanto dovrebbe, ovvero a quanto si augurava in modo tanto acuto quanto coraggioso Denis de Rougemont (un intellettuale non a caso per lo pi&amp;ugrave; ostracizzato).  I quattro aspetti non sono fra di loro slegati, eterogenei, ma intrecciati a vari livelli, quando non pressoch&amp;eacute; coincidenti, fino a divenire, l&amp;rsquo;uno rispetto all&amp;rsquo;altro, di volta in volta, condizione e conseguenza. </description>
      <category>editoriali</category>
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      <title>Strutture sinergetiche</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/architettura/articolo181.aspx</link>
      <pubDate>Mon, 21 Dec 2009 10:30:00 GMT</pubDate>
      <description>POLIEDRI, GEODETICHE, TENSEGRALI e RECIPROCHE definiscono la vasta famiglia delle strutture a geometria sinergetica.    Le strutture reciproche di Leonardo da Vinci sono state da me aggiunte  recentemente al precedente elenco di Fuller per l&amp;rsquo;evidente affinit&amp;agrave; esistente tra queste strutture. </description>
      <category>architettura</category>
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      <title>L'intimit&amp;#224; e lo spazio ritrovato</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/teorie/articolo180.aspx</link>
      <pubDate>Wed, 18 Nov 2009 15:47:00 GMT</pubDate>
      <description>Riportiamo il testo dell'intervento che Stefano Malpangotti ha tenuto il 17 novembre nell'ambito del seminario Spazio/Cinema. I commenti dell'autore sono riportati in grassetto. (N.d.R.) &amp;nbsp; &amp;laquo;Perch&amp;eacute; un luogo &amp;egrave; ospitale?&amp;raquo; &amp;egrave; una domanda che pone immediatemente la questione del proprio Altro, ovvero del luogo inospitale che la domanda non enuncia. Un luogo &amp;egrave; ospitale perch&amp;eacute; esclude l'inospitalit&amp;agrave; oppure perch&amp;eacute; riesce a includere l'inospitalit&amp;agrave;? In altri termini, lo spazio dell'ospitalit&amp;agrave; &amp;egrave; segnato dai confini di una dinamica inclusiva o esclusiva? Come vorrebbe Kant nella Critica del Giudizio (p.557), il luogo di questa dinamica, sia esso inclusivo o esclusivo, &amp;egrave; finalizzato all'uomo in quanto soggetto alla moralit&amp;agrave;? O detto altrimenti: un luogo &amp;egrave; ospitale perch&amp;eacute; i suoi confini consistono in un'immagine puramente umana? Come raffigurare l'immagine di un luogo ospitale? Per facilitare l'approccio al linguaggio e al pensiero di Gaston Bachelard, ed evitare inopportune confusioni o traslazioni di significati impropri dei concetti utilizzati, ho deciso di proporvi un approccio diretto rispetto ad alcuni brani di opere del pensatore francese per poi brevemente compendiarli in modo da poter disegnare un percorso coerente, e quanto pi&amp;ugrave; rigoroso, nei confronti dell'analisi che Bachelard propone riguardo l'attivit&amp;agrave; immaginifica dell'essere umano.&amp;nbsp;</description>
      <category>teorie</category>
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      <title>Spazio/Cinema . seminari e workshop a Genova</title>
      <link>http://www.spazioarchitettura.ch/arti/articolo179.aspx</link>
      <pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:10:00 GMT</pubDate>
      <description>Dal 16 al 26 novembre 2009 Genova ospiter&amp;agrave; Spazio/Cinema, progetto imperniato attorno a due momenti distinti e collaterali: seminari e workshop. Il 17 novembre sar&amp;agrave; presente, in qualit&amp;agrave; di relatore, anche Stefano Malpangotti, il cui intervento &amp;egrave; intitolato L&amp;rsquo;intimit&amp;agrave; e lo spazio ritrovato. Note attorno a La Po&amp;eacute;tique de l'espace di Gaston Bachelard. </description>
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