05 dicembre 2005
Lettera aperta al Premio Solinas
>La regressione e il peggioramento non vanno accettati: magari con indignazione o con rabbia, che, contrariamente all’apparenza, sono, nel caso specifico, atti profondamente razionali. Bisogna avere la forza della critica totale, del rifiuto, della denuncia disperata e inutile.
Chi accetta realisticamente una trasformazione che è regresso e degradazione, vuol dire che non ama chi subisce tale regresso e degradazione, cioè gli uomini in carne e ossa che lo circondano. Chi invece protesta con tutta la sua forza, anche sentimentale, contro il regresso e la degradazione, vuol dire che ama quegli uomini in carne e ossa. Amore che io ho la disgrazia di sentire, e che spero di comunicare anche a te.
P.P. PASOLINI
Non succede per caso.
Viviamo sotto cieli oscuri, e – di uomini ce n’è pochi. Proprio per questo ci sono anche così poche poesie. Le speranze che ho ancora non sono grandi; cerco di tenermi in serbo quanto mi è rimasto.P. CELAN
Gentilissimi signore e signori,
ho ricevuto la vostra cortese comunicazione legata alla mailing list del 1° dicembre 2005 e vorrei farvi partecipi di queste mie riflessioni scritte dopo aver visionato il sito del premio, soprattutto nella parte che riguarda l'attribuzione del premio Franco Solinas, da cui si può leggere quanto segue:
"la giuria ha deciso di non assegnare il premio di 15.000 euro
con la seguente motivazione
La giuria ha individuato come suo criterio guida nell’assegnazione del premio intitolato a Franco Solinas l’essere esigenti ed attenti non solo rispetto alla qualità della scrittura e alle doti tecniche, ma soprattutto alla forza della motivazione, alla consapevolezza nella visione e nella scelta dei temi e alla capacità di dare cuore ed anima ai progetti e vita pulsante ai personaggi e alle storie.
Dopo approfondito esame delle sceneggiature inviate a concorrere, alla luce di una riflessione sul ruolo di stimolo verso l’eccellenza che il premio Franco Solinas si prefigge, e nell’auspicio che questa decisione possa incoraggiare gli autori ad essere più esigenti con se stessi e stimolarli a dare il meglio di sé, abbiamo deciso quest’anno di non assegnare il premio, né di segnalare alcuna delle sceneggiature proposte, in quanto nessuna, pur in presenza di capacità e talento bisognosi di perfezionamento, ha soddisfatto pienamente i requisiti richiesti.
Per valorizzare il talento e le capacità di scrittura che abbiamo potuto apprezzare nell'ambito dell'ultima fase della selezione, una rosa di autori verranno invitati a partecipare al cantiere delle storie, dove potremo dare sostegno e stimolo ad un ulteriore sviluppo dei loro progetti e alla loro crescita professionale."
L'ultimo paragrafo ripropone in sintesi l'art. 10 del Regolamento che testualmente recita:
"Art.10
Tutti i finalisti del concorso parteciperanno agli incontri con i giurati e gli esperti organizzati dal premiosolinas e alla presentazione dei progetti e degli autori ai produttori.
Inoltre potranno candidarsi ad entrare a far parte del cantieredellestorie, una bottega di sviluppo e formazione animata da esperti, sceneggiatori, registi, produttori e attori che collaborerà attivamente allo sviluppo dei progetti, fornendo agli autori strumenti, consigli e collaborazioni utili a metterli a punto e facilitando il loro percorso verso la realizzazione e il vaglio del mondo della produzione.
Per accedere al cantieredellestorie gli autori delle opere finaliste dovranno superare una selezione basata su colloqui conoscitivi e, congiuntamente a tutti gli eventuali aventi diritto, dovranno sottoscrivere un’apposita opzione sulla storia o sceneggiatura per la durata della collaborazione, che sarà fissata consensualmente da entrambe le parti."
Sia quindi consentito osservare quanto segue:
1) per il premio Franco Solinas non ci sono finalisti, né sceneggiature segnalate. Questo significa che l'eventuale partecipazione al cantieredellestorie verrebbe deciso in deroga al regolamento. Nulla di male, però sarebbe opportuno dichiarare pubblicamente e in modo trasparente i criteri della scelta e i nomi degli autori e delle opere che entrano in linea di considerazione nel rispetto anche dell'art. 5 che così si esprime: "l'invio delle opere avviene in forma anonima a tutela della parità di condizione di tutti i partecipanti.
Le opere verranno conservate in un database ad accesso riservato, idoneo ad attribuire data certa. L'attribuzione avrà validità limitatamente al periodo di svolgimento del concorso, al termine del quale si potrà richiedere un'attestazione di partecipazione con le modalità di cui all'Art. 9 del presente bando.
La diffusione delle opere inviate al concorso è limitata ai lavori di giuria. Tutti i giurati sottoscriveranno l'impegno a non divulgare né a trarre ispirazione dalle opere sottoposte alla loro valutazione. I concorrenti sono in ogni caso responsabili in proprio della tutela della paternità delle opere presentate. In caso di controversia il premiosolinas non potrà essere in alcun modo chiamato in causa";
2) il premio Solinas è certamente il più ambito e importante nella sua peculiarità nel panorama del cinema di lingua italiana. E ciò è segno del merito di coloro che per esso lavorano e si prodigano da molti anni senza risparmio di energie e passione. È evidente che la partecipazione ad esso viene vissuta come possibilità di entrare nella rete di contatti che potrebbe portare alla realizzazione di un progetto cinematografico. Perciò, seppur nobile e sincera, la giustificazione di non attribuire il premio o segnalare sceneggiature nella sezione qui indicata appare contraddittoria. Se infatti un autore fosse eccellente non sarebbe già ampiamente attivo nel mondo del cinema? Non avrebbe già, con la propria eccellenza, realizzato progetti di respiro nazionale e internazionale? Non è in discussione la scelta legittima della lodevole giuria, ma è evidente che questa decisione (nel senso qui indicato) non può non apparire in contrasto con lo spirito delle finalità indicate nel Regolamento;
3) senza vincitori e vinti viene meno il senso della competizione e la ricerca dell'eccellenza che non è unicamente racchiusa nei contenuti ma anche nella dinamica che conduce alla formulazione degli stessi contenuti espressivi. Nel portare alla forma un'opera, per dirla con Ricoeur, si "tocca il fondo agonistico della prova umana, in cui si affrontano interminabilmente l'uomo e la donna, la vecchiaia e la giovinezza, la società e l'individuo, i vivi e i morti, gli uomini e il divino. Il riconoscimento di sé richiede il prezzo di un duro apprendistato attraverso questi persistenti conflitti, la cui universalità è inseparabile dalla loro localizzazione ogni volta insuperabile." Questa è l'eccellenza artistica del conflitto eterno intessuto con la forma. Se decade la dinamica di questo conflitto allora decade anche il senso e il significato dell'arte;
4) queste mie considerazioni sono scritte in sintonia con l'art.1 del Regolamento il quale decreta come "il Concorso si rivolge a scrittori per il cinema professionisti ed esordienti e intende promuovere talenti che abbiano passione per la scrittura e per il cinema, abilità nell’ideare e raccontare storie, curiosità per la vita e conoscenza dell’animo umano."
Vi ringrazio per la vostra attenzione, salutandovi con viva cordialità.
Stefano Malpangotti



