Urbani-city versus Politi-city

Questo secondo sintetico contributo “al dibattito possibile sulla formazione della nuova strumentazione urbanistica del Comune di Bologna”, dopo i testi sparsi inviati al forum fino all’estate 2005 e a seguire il primo “URBANI-CITY” chiuso il 7 novembre 2005, si pone dopo la chiusura del forum medesimo il 15 dicembre e la riedizione del documento preliminare del PSC del 20 dicembre. Se il primo era dettato prevalentemente dalla forza polemica, incontenibile per certi versi, che le nostre meditate critiche avevano assunto durante un anno speso ad “osservare” ed a “commentare” i passi dell’Amministrazione e degli attori coinvolti lungo la procedura di formazione del PSC, nonchè da necessità di sistematizzazione di contributi sparsi riorganizzati in un testo unico coerente, questo è un doveroso atto di meditazione. Esso è necessario ed urgente per due motivi: il primo, esogeno, consiste negli eventi e relativi documenti conseguenti di fine anno citati, che rendono oggettivamente superato il primo “URBANI-CITY”; il secondo, strettamente correlato, per così dire endogeno, risiede nell’aver visto pubblicato il primo tra I contributi “esterni” allegati alla provvisoria chiusura del forum. Urge pertanto, innanzitutto, un nostro riconoscimento alla capacità del forum di aver collezionato i contributi più vari, in secondo luogo un aggiornamento delle nostre valutazioni. Questo anche per spiegare che, in realtà, il primo usciva da una gestazione “meditata e mediata”, mentre questo è “immediato”, “istant text”; concettualmente, invece, il primo offriva un commento “in fieri”, mentre questo deve meditare su eventi e documenti conclusivi e fare dell’urgenza virtù. Tutto questo lo si fa per esprimere le proprie idee e convinzioni, ancor più le “visioni”, sempre; perché c’è sempre bisogno di visioni, ma è soprattutto per Bologna. Crediamo, pertanto, che la “fatica” sia doverosa, visto poi che tanti altri anche vi sono coinvolti e ben più pesantemente, quindi anche per rispetto del lavoro di chi ci crede. E crediamo che le critiche, espresse a viso aperto, siano sempre utili (ci paiono perfino troppi, peraltro, gli allineati se non già gli adulatori, alcuni certo inopinatamente). Crediamo che a noi spetti il compito della critica, a costo di tralasciare giusti riconoscimenti (finalmente per es. è più chiara la volontà di puntare su architettura contemporanea e concorsi, si precisa un percorso di housing sociale, si incomincia a “demolire” il santuario del Centro Storico, …), che non aggiungerebbero nulla. Crediamo inoltre, e lo dobbiamo dire subito, che le persone dell’Amministrazione, alle quali alla fine vanno le critiche di merito non sul loro lavoro ma sugli esiti del medesimo, con le quali non condividiamo la “visione” su Bologna ma la passione, siano di vaglia e per noi infinitamente più stimabili di quanti invece si allineano per ufficio o per convenienza (sperando che ciò valga anche reciprocamente). È certo infatti che assessori e dirigenti credono in quello che fanno e, foss’anche solo per questo, da un lato, ciò ci costringe a dibattere e criticare e, dall’altro, ci fa ritenere che esse siano in grado di capire le critiche di chi ha altre convinzioni, parliamo di “urbanistica” naturalmente. Ci preoccupa che le cose vadano non come vorremmo, ci preoccupa ancor di più la latenza di voci discordanti esplicite e palesi (con grandi eccezioni), ci preoccupa infinitamente di più che piaggeria ed opportunismo non consentano agli stessi Amministratori una maturazione critica delle loro idee e scelte che solo la contrapposizione forte e leale con altre idee ed altre scelte possibili può portare. La retroguardia degli opportunismi sta facendo emergere solo la visione dell’Amministrazione. In tema, posto che non siamo presenzialisti ed il nostro punto di vista di vista è per definizione marginale, perché questa è la posizione che occupiamo a livello di società politica ed economica, che è anche limitato a quello che noi vediamo e sentiamo, diremo che solo nell’occasione di ieri!, venerdì 13, abbiamo sentito un vero ed utile dibattito, nel quale peraltro, finalmente, tutti hanno dimostrato di apprezzare la chiarezza e anche la durezza dell’altro, quando gli argomenti ci sono … Si sono finalmente scontrate chiaramente due visioni, grazie a Merola da un lato, Salizzoni e Crocioni dall’altro. Non siamo a sposare né l’una né l’altra, anche se concordiamo con gli ultimi due sulla necessità di maggiore concretezza e rapidità, ma condividiamo il metodo dello scontro diretto, è stato molto utile.

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Urbani-city (Spazio Architettura, 30.12.2005)