Lettera aperta al giudice Marra
del Comitato Internazionale per la salvaguardia di Villa Colli

Lugano, 9 maggio 2006
LETTERA APERTA

Egregio Giudice Marra,

come certamente saprà, nel corso del 2005 è stato costituito un Comitato Internazionole per la salvaguardia di Villa Colli e, come avrà capito, il motivo di questa lettera riguarda l’ordinanza da Lei emessa in merito al ricorso promosso dal Dott. Chiono e dalla Chiono Del Veliero s.a.s. (coadiuvati dal Comitato di cui sopra) nei confronti della Canavera Audi s.r.l.

Dobbiamo anzitutto rilevare che la perizia dell’A.R.P.A. risale al marzo del 2003 ed è stata presentata in sede penale, non civile. Ciò non significherebbe nulla, se non fosse che dal 2003 ad oggi sono passati 3 anni, e qualcosa, forse, potrebbe pure essere cambiato. Pare inoltre superfluo precisare come l’A.R.P.A. (e possiamo parlare con dati alla mano) abbia eseguito le rilevazioni senza la presenza di un perito di parte che attestasse che le linee della pressa da 4’000 tonnellate fossero in funzione e senza che altre presse e macchinari lavorassero in condizioni di massimo sforzo (come del resto avviene quasi ogni giorno). Per questo motivo il ricorso indicava, fra le altre cose, la necessità di provvedere alla rilevazione delle immissioni di rumore avvalendosi di periti di parte presenti al momento delle misurazioni.

La Sua decisione, inoltre, si basa su una “nota tecnica del 16 gennaio 2006 a firma dell’ing. Alessandro Zaltieri, in cui si evidenzia che dal 2003 ad oggi negli impianti della Canavera s.r.l. non sono state effettuate né modifiche edilizie, né modifiche ai propri cicli produttivi...”. Ci risulta, al contrario, che nel luglio 2005 le autorità comunali abbiano rilasciato la licenza edilizia per la realizzazione di un nuovo capannone che ha effettivamente visto la luce e i cui lavori sono terminati alla fine del 2005. La nota tecnica dell’Ing. Zaltieri appare quindi palesemente erronea. Malgrado ciò, Lei ha ritenuto corretto emettere un’ordinanza, depositata in data 20 gennaio 2006, con conseguente condanna al pagamento di una multa di 1’500 Euro da parte dei ricorrenti, rigettando tra l’altro la nostra perizia perché “di parte”.

Noi non possiamo (e si capisce), al contrario di Eumeo e Laerte, avere fiducia in un tipo di giustizia ignoto all’Iliade, ma presente nell’Odissea, ovvero in quell’equo e disinteressato tribunale divino nel quale solo un’umanità calpesata ha bisogno di sperare. Dovremmo, invece, riporre quella fiducia nella giustizia di uno stato di diritto che l’Italia dovrebbe, attraverso le proprie istituzioni, essere in grado di garantire e rappresentare.

Il fatto è che oggi, negli stessi spazi in cui un illustre filosofo visse e studiò, non è neppure possibile vivere una vita normale. Che di ciò non si sia voluto tenere conto risulta incomprensibile e ingiustificabile. I Signori Chiono non hanno avanzato, com’è evidente, richieste inopportune, né hanno preteso di ottenere privilegi particolari. Avere la possibilità (oseremmo dire il diritto) di vivere in condizioni civili negli spazi di Villa Colli proseguendo quelle iniziative culturali che hanno avuto (e continuano ad avere) riconoscimenti a livello internazionale, era il senso della loro istanza rimasta del tutto disattesa. Che esista qualcuno che vorrà disporsi all’ascolto, questo è ciò di cui non dubitiamo.

Distintamente.

Diego Caramma, presidente, Lugano (Svizzera)
Maria Grazia Silvi Antonini, (Venezuela)
Blanca Marìa Sofìa Arias Briceno, (Venezuela)
Asociaciòn Universitaria Interamericana (A.U.I.), Caracas (Venezuela)
Beatrice Coda Negozio, Torino
Marco Del Francia, Firenze
Mariopaolo Fadda, Los Angeles (California)
Emilia Garda, Torino
Paolo Giordano, Torino
Akihiko Katsura, Yokohama (Giappone)
Seiko Katsura, Yokohama (Giappone)
Enrico Maria Ferrari, Parigi (Francia)
Paolo G.L. Ferrara, Milano
Piera Levi-Montalcini, Torino
Luigi Prestinenza Puglisi, Roma
Enzo Rendine, Foggia
Luca Zevi, Roma