09 febbraio 2010
(la ragione e "l’altro") - Fabio Pontiggia sul Corriere del Ticino del 5 febbraio solleva una questione che svela la contraddizione che attraversa il disorientamento provocato dalla devastazione causata dalla finanza internazionale: alla demonizzazione del sistema economico responsabile degli sconquassi non corrisponde una visione politica alternativa capace di individuare una direzione percorribile. Se evidentemente il tema non può essere risolto nello spazio di un articolo, è però a nostro avviso importante osare il rischio di abbozzare una traccia relativa ad una possibile impostazione della questione.
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18 novembre 2009
(la ragione e "l’altro") - Riportiamo il testo dell'intervento che Stefano Malpangotti ha tenuto il 17 novembre nell'ambito del seminario Spazio/Cinema. I commenti dell'autore sono riportati in grassetto. (N.d.R.) «Perché un luogo è ospitale?» è una domanda che pone immediatemente la questione del proprio Altro, ovvero del luogo inospitale che la domanda non enuncia. Un luogo è ospitale perché esclude l'inospitalità oppure perché riesce a includere l'inospitalità? In altri termini, lo spazio dell'ospitalità è segnato dai confini di una dinamica inclusiva o esclusiva? Come vorrebbe Kant nella Critica del Giudizio (p.557), il luogo di questa dinamica, sia esso inclusivo o esclusivo, è finalizzato all'uomo in quanto soggetto alla moralità? O detto altrimenti: un luogo è ospitale perché i suoi confini consistono in un'immagine puramente umana? Come raffigurare l'immagine di un luogo ospitale? Per facilitare l'approccio al linguaggio e al pensiero di Gaston Bachelard, ed evitare inopportune confusioni o traslazioni di significati impropri dei concetti utilizzati, ho deciso di proporvi un approccio diretto rispetto ad alcuni brani di opere del pensatore francese per poi brevemente compendiarli in modo da poter disegnare un percorso coerente, e quanto più rigoroso, nei confronti dell'analisi che Bachelard propone riguardo l'attività immaginifica dell'essere umano.
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17 ottobre 2009
Riflessioni per un’etica del progetto: la doppia metamorfosi della storia e della vita
(la ragione e "l’altro") - "La critica condivisa da Paci e Sini alla concezione scientifico-matematica di spazio e tempo che sorregge la concezione tradizionale di storia e la concezione razionalistica dell’architettura - nota Laura Gioeni - si sostanzia dell’appello al mondo della vita, alla spazialità e temporalità della vita vissuta, della durata e della relazione". Nell'indagare il rapporto tra memoria e progetto tutto ciò ha un ruolo essenziale, così come l'apertura d'orizzonte offerto dalla genealogia e dalla sua costitutiva capacità di farsi "carico di quella circolarità delle estasi temporali per cui il passato necessita del futuro per acquistare il suo senso compiuto".
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07 maggio 2009
(la ragione e "l’altro") - Periferie da problema a risorsa, edito da Sandro Teti Editore, Roma (www.sandrotetieditore.it) è un libro scritto a quattro mani da Franco Ferrarotti e Maria Immacolata Macioti. La lucidità delle analisi di Ferrarotti è quella a cui da tempo ci ha abituati. La ricchezza dei contenuti del libro e la carica di umanità che la sottende sarebbe impossibile da esaurire in poche righe. È un piacere che va lasciato al lettore, cui il libro è caldamente raccomandato. Vale però rilevare un punto essenziale, che verte sulla consapevolezza degli autori che per affrontare un tema e delle realtà tanto complesse, sfaccettate e contraddittorie, ma che recano nel profondo, a saperli cogliere, autentici messaggi di vita, non bastano analisi accademiche, fotografie istantanee, o slogan all’ultima moda. Occorrono costanti e approfondite ricerche sul luogo i cui risultati, sempre provvisori, vanno continuamente rivisti in un’opera di aggiornamento e autocritica costanti.
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(la ragione e "l’altro") - Il testo qui riproposto ricalca l'ntervento che l'autrice ha tenuto al convegno Dall’industria artistica alla conservazione dei manufatti: attualità di Alois Riegl, svoltosi a Milano, presso l'Accademia di Brera l'8 e il 9 giugno 2006. Esso è stato pubblicato in “ΆΝΑΓΚΗ, trimestrale di cultura, storie e tecniche della conservazione”, n.39-40, settembre-dicembre 2003 e si trova ora rifuso, con altri saggi, in Laura Gioeni, Considerazioni inattuali. Critica e cultura della conservazione dell'architettura, Franco Angeli, Milano 2008. Oltre che ringraziare l'autrice e l'editore per la gentile concessione, sottolineamo come le Considerazioni inattuali proseguano, in taluni casi approfondendole, le preziose riflessioni già offerte in Genealogia e progetto.
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17 marzo 2009
(la ragione e "l’altro") - Nell’editoriale di mercoledì 11 marzo (apparso nel Corriere del Ticino, n.d.r.), Alfonso Tuor, con acume e intelligenza, descrive la situazione della crisi economica mondiale alla vigilia del vertice del G20 che si terrà il prossimo 2 aprile, evidenziando come prima di qualsiasi altra riforma occorra rispondere alla crisi bancaria per consentire alla finanza di garantire le proprie funzioni indispensabili: investimenti nella produzione di beni e servizi e gestione dei rischi legati a qualsiasi investimento. Appare dunque evidente come il sistema finanziario attuale sia dominato da una finanza globale intrinsecamente instabile i cui crolli imprevedibili hanno degli effetti macroeconomici depressivi. L’instabilità del sistema finanziario si trasmette dunque all’insieme dell’economia e non potrà, purtroppo, essere limitata unicamente alle perdite drammatiche che risulteranno da questa crisi.
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13 novembre 2008
Lettera di Giovanni Bartolozzi agli studenti della facoltà di architettura di Firenze
(Sguardo su) - La lettera che pubblichiamo è scritta da Giovanni Bartolozzi ed è rivolta agli studenti della facoltà di architettura di Firenze. L’occasione è offerta dall’organizzazione del VI convegno sull’identità dell’architettura italiana, che pare appoggiato dalla rivista Casabella e altre istituzioni. Ci pare si tratti di un riflusso reazionario che la critica ha il dovere di denunciare, e a cui Bartolozzi si era già opposto attraverso l’azione espressa con una coraggiosa iniziativa, incarnata dal pieghevole «Inter-ferenze».
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11 novembre 2008
Urgenza di riscoprire il senso della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
(la ragione e "l’altro") - La ricorrenza dei sessant’anni della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948 rappresenta una fondamentale occasione per riflettere sul futuro di tali diritti e sulla realizzazione della loro universalità. In effetti, i diritti dell’uomo riassumono il sapere universale di tutti i saperi particolari relativi alla conoscenza della dignità e dell’uguaglianza che determinano in ogni essere umano lo statuto intangibile dell’unicità della propria presenza al mondo nella relazione solidale agli altri.
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28 ottobre 2008
(la ragione e "l’altro") - Speaking to an Anglo-Saxon public presents me with an opportunity to refer to the man considered to be the father of pragmatism – Charles Sanders Peirce. As we know, Peirce was responsible for the foundation of sign relations, though in a manner that completely shifts the problem with respect, for example, to the work of Saussure, for whom this relationship was dual, taking place between two absolute terms: the signifier and the signified.
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23 ottobre 2008
(la ragione e "l’altro") - Quella qui riproposta è la versione integrale del primo capitolo di Tracce d'architettura, Seneca Edizioni, Torino 2008. Prima dell'uscita del volume era stata anticipata una parte del terzo capitolo (il cui titolo è Dal pensiero sistematizzato alla svolta cristiana).
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15 ottobre 2008
(la ragione e "l’altro") - Il breve estratto del libro di Valentina Cappelletti (Dall’ordine alle cose. Saggio su Werner Heisenberg, Jaca Book, 2001) ha lo scopo di invitare alla lettura di un’opera capace di fare riflettere sulle questioni capitali del sapere scientifico contemporaneo, tentando una nuova comprensione genealogica e filosofica di quell’evento straordinario che è la scienza moderna, indagandone anzitutto il segreto nel suo linguaggio e nella scrittura matematica dei suoi oggetti. Non di meno, l’invito è quello di riflettere sulla natura “etica”, a sua volta problematica, della figura dello scienziato moderno come educatore e propugnatore di verità sempre più condivise dal senso comune di tutti, unificando la “visione del mondo” al di là delle differenze delle credenze, delle tradizioni e delle culture.
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03 luglio 2008
(Sguardo su) - New Directions in Contemporary Architecture, Evolutions and Revolutions in Building Design Since 1998 è il titolo del recente volume edito dalla Wiley Academy e scritto da Luigi Prestinenza Puglisi. Non si tratta unicamente di una storia o di una panoramica degli ultimi venti anni di architettura mondiale, ma il risultato di un’analisi sistematica che investe anche la produzione della critica.
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17 giugno 2008
(la ragione e "l’altro") - È stata pubblicata presso la casa editrice Seneca edizioni di Torino, Tracce d’architettura, opera di Diego Caramma che bene riassume il suo impegno etico. Il libro si presenta solido, coerente e rilevante nella sua strutturazione ad incastro che soppianta, con la sua scrittura etica, la grammatica storiografica grazie ad uno scavo genealogico della prospettiva logico-conoscitiva (e del corrispettivo sguardo panoramico) per modulare un’autentica comprensione del gesto architettonico. Interrogare l’ovvietà dell’oggettivazione che nominiamo come “architettura” è il luogo dal quale partire per determinare la relazione all’interno del fare architettonico destituendo ogni matrice ab-soluta per emanciparsi (o tentare di farlo) da ogni idolatria cristallizzante.
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(la ragione e "l’altro") - La politica di ridefinizione delle frontiere UE messa a punto coi trattati di Schengen ha favorito la nascita di organizzazioni transnazionali specializzate nel traffico di esseri umani, strettamente legate agli imponenti movimenti migratori che interessano il continente africano: le filiere di queste associazioni sono incredibilmente articolate, si estendono dai villaggi d'origine, fino alle metropoli europee di destinazione, potendo contare su una rete di collaboratori in ogni nazione. All’interno di questo scenario, il Marocco è oggi una tra le principali porte d'ingresso clandestino all'Europa: in particolare lo Stretto di Gibilterra è il passaggio obbligato, l’imbuto, che accomuna i destini di migliaia di migranti subsahariani e magrebini, in transito verso la UE.
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14 maggio 2008
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Il saggio qui riproposto compone il numero 2 della Collection allegata a Le Carré Bleu feuille internationale d'architecture, anno 2007 editore CLEAN, ivi apparso con il titolo Multiverses, parcours possibles entre espaces et sons. La pubblicazione su Spazio Architettura avviene in 3 parti, riferite ai rispettivi capitoli che strutturano il saggio.
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08 maggio 2008
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Il saggio qui riproposto compone il numero 2 della Collection allegata a Le Carré Bleu feuille internationale d'architecture, anno 2007 editore CLEAN, ivi apparso con il titolo Multiverses, parcours possibles entre espaces et sons. La pubblicazione su Spazio Architettura avviene in 3 parti, riferite ai rispettivi capitoli che strutturano il saggio.
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05 maggio 2008
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Il saggio qui riproposto compone il numero 2 della Collection allegata a Le Carré Bleu feuille internationale d'architecture, anno 2007 editore CLEAN, ivi apparso con il titolo Multiverses, parcours possibles entre espaces et sons. La pubblicazione su Spazio Architettura avviene in 3 parti, riferite ai rispettivi capitoli che strutturano il saggio.
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14 marzo 2008
(la ragione e "l’altro") - Per gentile concessione dell'editore, il breve brano qui riproposto è estratto dalla traduzione italiana (apparsa nel 2007 per i tipi di Cronopio) della seconda parte della raccolta Rapporte, pubblicata da Peter Weiss nel 1968 presso la casa editrice Suhrkamp. Esso si riferisce al testo intitolato Meine Ortshaft (La mia località) che apparve la prima volta nel 1965, ed è contenuto in Peter Weiss, Inferni. Auschwitz Dante Laocoonte, Cronopio (tessere), 2007, a cura di Clemens-Carl Haerle con traduzione di Anna Pensa. Si desidera ringraziare vivamente l'editore Cronopio.
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06 marzo 2008
(la ragione e "l’altro") - Il breve saggio qui riportato è parte integrante di un lavoro ben più ampio, di imminente pubblicazione. Lo scavo genealogico proposto rappresenta un tentativo di mostrare le condizioni di insorgenza di quelle che si possono riconoscere come le caratteristiche proprie della spazialità della Grecia antica.
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21 febbraio 2008
(la ragione e "l’altro") - Attorno alla figura di Leon Battista Alberti persistono ancora oggi vieti luoghi comuni. L'urgenza ci pare dunque quella di riproporre alcuni estratti di saggi di coloro i quali - attingendo alle fonti e ai documenti di prima mano, e avvalendosi di notevole acume e capacità di scavo critico - hanno messo in luce la volontà dell'Aberti di "distruggere l'immagine cara agli umanisti dell'uomo creatore e mediatore del tutto", la cui concezione tanto drammatica e disincantata, "così scomoda e sconvolgente, non a caso è stata sistematicamente censurata e mutilata nel tempo". Così si esprimeva Eugenio Garin, i cui preziosi contributi furono giustamente riconosciuti dalle colonne de L'Espresso da parte di Bruno Zevi agli inizi degli anni '70. Gli estratti qui riproposti (le cui note a piè di pagina non sono state riportate) sono ripresi proprio da E. Garin, Rinascite e rivoluzioni. Movimenti culturali dal XIV al XVIII secolo, Laterza, 1975 (2007).
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14 febbraio 2008
(la ragione e "l’altro") - Il problema non risiede unicamente nella difficoltà di un fare (in questo caso legato all’architettura), ma prima ancora e più nel profondo nell’inconsapevolezza di questo fare e, quindi, nell’incapacità di pensarlo. Il che non è un problema che riguarda solo gli architetti o gli spensierati costruttori, ma, a volte, anche qualche “pensatore”. È il caso di Nicola Emery che, con il volume "L’architettura difficile" edito da Marinotti tenta un mal riuscito esercizio di pensiero in relazione allo specifico architettonico.
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11 febbraio 2008
L’IRRIDUCIBILE COMPLESSITA’ DELL’ARCHITETTURA POST-ILLUMINISTA.
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Ci sono architetti da cui «arriva una lezione di umiltà, di intima aderenza all’ecologia umana di chi ha ancora “il buon senso della semplice verità”. Non si vendono per assicurarsi un posto al fianco dell’”interesse egoistico di cuori induriti” ma perseguono la loro ricerca architettonica con autonomia di spirito e serena creatività. Architetti che non conquistano le prime pagine dei quotidiani o le copertine patinate delle riviste d’architettura della nuova razza ariana ma che, con la loro fede nei valori duraturi dell’architettura, fanno si che questo fiume carsico sia sempre pronto a riemergere in superficie quando la disciplina sembra condannata a morte dal tradimento dei chierici. E le inevitabili ricadute degli scossoni in campo scientifico sono un’occasione da non lasciarsi sfuggire»
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09 febbraio 2007
Quando una star dell’architettura denuncia i concorsi d’architettura
(Sguardo su) - Abbiamo visto che da Foster, che progetta la piramide per un megalomane tiranno di provincia, a Koolhaas, che glorifica l’oligarchia cinese nella torre CCTV, le superstars architettoniche sono lanciate in una squallida corsa all’autoincensazione (e al malloppo) che non conosce più freni. Dopo aver perso per strada ogni principio etico stanno ora perdendo anche la testa. Rem Koolhaas, estromesso dal discusso e discutibile concorso per la sede centrale della compagnia petrolifera russa Gazprom, a San Pi
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22 novembre 2006
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Cercherò di guardare a questo convegno con la “testa tra le gambe” perché così mi sarà più facile tentare un contributo. Quando ci sono di mezzo gli architetti - e gli urbanisti - si corre sempre il rischio che la paesaggistica diventi un problema quasi esclusivamente grafico, di disegno, di grandi tavole colorate. Sono convinto invece che l’ambiente costruito sia sempre l’espressione fedele di tutta una civiltà e che non possa essere demandato a soli tecnici, ma alla globale responsabilità di tutta la soc
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12 luglio 2006
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Pensate alla mia responsabilità. Nel mondo di tutti i giorni, se rubo mille lire a non so chi, i poliziotti possono scoprirmi e portarmi in prigione. Io architetto posso fare una casa brutta, dove le persone vivono come “bestie” ma la polizia non può prendermi. Ciò vuol dire che posso rubare la "possibilità di esistere" senza essere giudicato. Posso fare una forma tonda o quadrata, nascosta sotto terra o sospesa a dieci metri dal suolo, rossa o blu, e, se i clienti l'accettano, tutto va bene. L’atto può ess
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19 maggio 2006
(Sguardo su) - Lugano, 9 maggio 2006 LETTERA APERTA Egregio Giudice Marra, come certamente saprà, nel corso del 2005 è stato costituito un Comitato Internazionole per la salvaguardia di Villa Colli e, come avrà capito, il motivo di questa lettera riguarda l’ordinanza da Lei emessa in merito al ricorso promosso dal Dott. Chiono e dalla Chiono Del Veliero s.a.s. (coadiuvati dal Comitato di cui sopra) nei confronti della Canavera Audi s.r.l. Dobbiamo anzitutto rilevare che la perizia dell’A.R.P.A. risale al marzo
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22 aprile 2006
(la ragione e "l’altro") - Archivio Spinoza è, per quanto ne sappiamo, l’unico saggio sull’argomento in grado di prendere decisamente le distanze da una storiografia ottusa incapace di fare questione dei propri segni. Senza di esso – sebbene vi sia la possibilità di disporre dell’edizione dell’Etica curata da Giorgio Colli la cui “avvertenza” (che abbiamo ritrovato con grande piacere all’interno di questo lavoro) è un ammonimento – non avremmo saputo e potuto nemmeno intravedere l’occhio del ciclone del pensiero di Spinoza, ove dice,
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(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - “L’inafferrabile visione” è il titolo del libro di Paolo Cappelletti inserito nella collana “lo spoglio dell’occidente” della Jaca Book. Per gentile concessione dell’editore, ne riproponiamo alcuni brani (ripresi dall’ultimo capitolo, “la mappa”) per più di un motivo: a) il libro è estremamente apprezzabile, oltre che per qualità e profondità di contenuti, per chiarezza espositiva; b) per quanto ne sappiamo, non esiste una collana paragonabile, per importanza e coraggio d’iniziativa, a “lo spoglio dell’occi
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25 marzo 2006
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Unheimlichkeit “ - È solo nella strada accanto -, dice talvolta. Folle! è in un altro mondo. Fino a questo momento egli ha rimandato il proprio ritorno da un giorno specifico ad un altro. D’ora in avanti lascia indeterminato il tempo preciso. Non domani, forse la settimana prossima...presto. Poveretto! I morti hanno quasi altrettanta probabilità di rivisitare le proprie dimore terrene quanta ne ha l’autoesiliato Bartlefield.” “Crescita è costruzione” scrive Louis Kahn, ed in effetti la su
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22 marzo 2006
(Sguardo su) - Una volta il “buon amministrare” andava di pari passo con la “buona architettura” sicchè papi e imperatori, cardinali e principi, chiamavano i migliori architetti per costruire sui loro territori perché sapevano che l’architettura era una delle forme più potenti attraverso cui manifestare la loro magnificenza e sapevano anche che nell'edificare venivano impegnate grandi risorse finanziarie e che pertanto tali opere dovevano risultare piacevoli ed utili ai propri sudditi. Insomma, la conoscenza dell’architet
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16 marzo 2006
(Sguardo su) - Siamo in Messico, una delle mete turistiche preferite dagli occidentali. Bellissime spiagge sul Mar Caraibico, altre affacciate sull’oceano Pacifico, selva tropicale, altipiani, grandi montagne, centinaia di siti archeologici, deserti e una delle città più grande del mondo con i suoi 30 milioni di abitanti. In particolare vorremmo portarvi all’estremo sud del Messico, in Chiapas. Il Chiapas, con un’estensione pari a circa un quinto dell’Italia, è una delle 32 entità federali che costituiscono la Repu
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14 marzo 2006
(la ragione e "l’altro") - "Il più considerevole è che noi ancora non pensiamo."(1) Con questa folgore linguistica Martin Heidegger illumina ciò che, nel nostro esserci storico, determina l’essenziale, il più considerevole (das Bedenklichste) per il pensiero, la via che segna la direzione(2) verso ciò che è maggiormente degno di attenzione, vale a dire la nostra persistenza nel continuare a non pensare. Se questo è vero, per quanto possa apparire scandaloso, allora essere all’altezza della nostra epoca significa orientarsi verso u
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17 febbraio 2006
(la ragione e "l’altro") - Il problema del pensiero, della sua modalità operativa e della sua possibile comunicazione, ha origine nei dialoghi platonici, dove affiora il vincolo che lega pensiero e linguaggio. In Platone, il pensare è ancorato all’oralità, al dialogo inteso come logos, ricerca intersoggettiva della verità che, attraverso la dialettica, perviene a riconoscere il discorso inscritto nell’anima di cui l’oralità e la scrittura sono immagini secondarie della verità. Ciò vuol dire che, in questa accezione, il pensiero dimor
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09 febbraio 2006
(la ragione e "l’altro") - Un’ultima volta, che significa ritmo? Che significa che un ritmo va e viene e insieme non si muove, che un ritmo è un uscire che non esce (del corpo, del mondo) dalla carne, o un non uscire, un insistere, che tuttavia esce, della carne (nel corpo, nel mondo)? Che un ritmo, il ritmo della carne, la carne come ritmo è un dondolio che va dallo stesso allo stesso, in cui lo stesso si incontra come lo stesso, e insieme e perciò come l’altro, e insieme e perciò, di nuovo, come lo stesso? Riafferriamo la cosa n
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02 febbraio 2006
(Sguardo su) - Questo secondo sintetico contributo “al dibattito possibile sulla formazione della nuova strumentazione urbanistica del Comune di Bologna”, dopo i testi sparsi inviati al forum fino all’estate 2005 e a seguire il primo “URBANI-CITY” chiuso il 7 novembre 2005, si pone dopo la chiusura del forum medesimo il 15 dicembre e la riedizione del documento preliminare del PSC del 20 dicembre. Se il primo era dettato prevalentemente dalla forza polemica, incontenibile per certi versi, che le nostre meditate critiche a
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23 gennaio 2006
(Sguardo su) - Nikolaus Pevsner, Pioneers of Modern Design – from William Morris to Walter Gropius, Yale University Press New Haven and London 2005 [1936]. Edizione rivista ed ampliata con schede esplicative e foto aggiuntive illustrate da Pamela Todd. Lo storico saggio dello studioso anglo/tedesco viene ripubblicato a distanza di 45 anni dall’ultima edizione (1960) e a 69 dalla prima (1936), che era titolata Pioneers of the Modern Movement. Un’opera che ha segnato il destino critico dell’architettura moderna, come
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17 gennaio 2006
(Sguardo su) - In the last 5 years, the steadily increasing number of international competitions has promoted the diffusion in design practice and construction of what can be considered a restrained intellectual elite. Names like Zaha Hadid, Peter Eisenman, Rem Koolhaas, Herzog & De Meuron, Frank Gehry, Daniel Liebskind, Renzo Piano, etc., are now associated with projects under construction at the same time in disparate parts of the world - the last page of the catalogue Content shows how a relatively small office lik
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10 gennaio 2006
(la provincia non provinciale) - Come sappiamo la forma della città moderna rapportata alla sua rappresentazione è stata intesa come traduzione concettuale di un corpo. Durante questo periodo si è pensato di identificare la forma della città con la descrizione della sua immagine. Nella contemporaneità si assiste, fondamentalmente, ad una trasformazione: dall’immagine della città si è passati alla città dell’immagine, dal corpo al testo, vale a dire a qualcosa che esiste soltanto nel dominio dell’immateriale. La triade paesag-gio/città/
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05 gennaio 2006
(Sguardo su) - Casino’s Labo’s & Disco’s Nou vous proposons de (re)découvrir un « production designer » reconnu mais peu connu du grand public : Ken Adam. Ses décors mélangent modernisme et parures baroques peu orthodoxes et ont assuré les bases du succès des James Bond. Son job : dessiner les set et décors dans lequel évoluera le playboy le plus connu du monde, inventer ses délirants gadgets, construire les bolides amphibies, ou encore trouver les décors naturels et constructions existantes nécessaires au st
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30 dicembre 2005
(Sguardo su) - Il titolo ben inquadra l’orizzonte del discorso. Marca i confini di senso del documento e richiama "l’urbanistica" ed i suoi molteplici attori e spettatori ... al tema: la città di Bologna. Se i problemi e le questioni che si pongono con l’elaborazione del PSC rientrano nell’urbanistica, va chiarito propedeuticamente che è urbanistica di città, pro-getto urbano in senso lato, culturale, urbani-città. Riteniamo che per un’Amministrazione, ai suoi fini pubblici intendiamo, l’abitante di città come Bologna,
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19 dicembre 2005
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - >*Quel che importa non è vedere la soluzione, ma l’enigma.* Ernst Jünger Nella situazione attuale dell’architettura italiana – ammesso che essa esista per davvero e non sia soltanto l’architettura che si realizza in Italia – sono attivi cinque progetti culturali. Essi si articolano per fasce generazionali, pur se hanno a che fare più con suddivisioni anagrafiche che con una vera e propria idea di generazione intesa come un’ideale comunità di architetti uniti da un sentire condiviso. Que
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05 dicembre 2005
(Sguardo su) - >La regressione e il peggioramento non vanno accettati: magari con indignazione o con rabbia, che, contrariamente all’apparenza, sono, nel caso specifico, atti profondamente razionali. Bisogna avere la forza della critica totale, del rifiuto, della denuncia disperata e inutile. Chi accetta realisticamente una trasformazione che è regresso e degradazione, vuol dire che non ama chi subisce tale regresso e degradazione, cioè gli uomini in carne e ossa che lo circondano. Chi invece protesta con tut
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02 dicembre 2005
(la provincia non provinciale) - Egr. Sig. Silvio Riorda Sindaco pro-Tempore di Rivara (TO) ITALIA Apprendo dalle reti televisive e dai giornali americani (ma so che se ne occupano anche i media di altri continenti) della stoica battaglia intrapresa dall’amministrazione comunale di Rivara per tutelare il proprio futuro industriale messo a repentaglio dalla presenza di una villa privata. CNN, FOX, NBC, CBS, New York Times, Los Angeles Times, Washington Post, Wall Street Journal non solo sottolineano, con diverse sfumature, la rileva
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30 novembre 2005
(generazione dei trentenni) - Uncertain/Possible is a sound installation defined by the geometric figure of a cube whose physical identity is not immediately perceptible. Indeed, the cube is empty and given that it does not have delimiting walls, like a Oteiza sculpture, it is a structure which is permeable, receptive, an out and out resonator which relates to its surrounding environment. Thoughts fly to Le Corbusier and to his definition of visual acoustics and the acoustics of forms. This architect believed that works of art with thei
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16 novembre 2005
(la ragione e "l’altro") - “Solo pochi interpreti di Heidegger sembrano aver capito che sotto il sensazionale titolo programmatico di Essere e tempo, si nasconde anche una trattazione potenzialmente rivoluzionaria di essere e spazio”, così scrive in una recente silloge di saggi Peter Sloterdijk, acuto interprete e critico di Heidegger. Che la filosofia sia da sempre riflessione su tempo e eternità, su vita e morte, è forse fin troppo evidente. Come, del resto, è evidente che in un modo o nell’altro la metafisica è sempre stata rifles
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14 novembre 2005
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Michael Speaks, ex-docente dello SCI-Arc, attacca senza timori reverenziali la cosiddetta “architettura critica”, ma sarebbe meglio dire i paladini delle iper-teorie di derivazione marxista, e le scuole d’architettura d’élite che le propagandano. In un articolo, After Theory, pubblicato sul numero di giugno di Architectural Record (pp. 72-5), il critico americano non ha peli sulla lingua quando accusa le cosiddette scuole d’élite di aver “... inibito lo sviluppo di forme alternative di pensiero.” L’arti
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08 novembre 2005
(la ragione e "l’altro") - 1. Nel sonno, l’ordine delle cose deflagra, esplodendo il tempo e lo spazio in frantumi di mondo. L’ordine delle cose, la coscienza, lotta per ristabilire il controllo, solidificando la realtà con l’alito congelato del pensiero immobile. Giorno e Notte, Identità e Alterità, giocano oltre il ricatto della temporalità per riscattare alla ragione l’enigma della felicità. 2. La civiltà ritaglia il mondo attraverso la manipolazione che misura e prevede l’intervento dell’intelligenza in difesa della soprav
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03 novembre 2005
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Nel film di Greenaway The pillow book, i protagonisti sono ossessionati dalla pelle dei loro amanti. La usano come supporto per la scrittura, trasformando la superficie dei corpi in un veicolo di informazioni; un media effimero e sensuale che la calligrafia trasforma in oggetto del desiderio. I personaggi, nel decorare la pelle, lasciano traccia del proprio passaggio, compiendo gesti che compromettono corpi altrimenti platonici. Alla stessa stregua molti studi olandesi considerano le superfici strategich
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17 ottobre 2005
(la provincia non provinciale) - Mi preme qui oggi come l’anno passato, cercare di affrontare le problematiche del mondo universitario e degli studenti senza ripercorrere la solita serie di luoghi comuni affiancata dalla lista della spesa di aspetti positivi e negativi, preferendo proporvi una serie di riflessioni e di analisi da fare assieme e che possano aprire un civile dibattito fra le varie componenti universitarie, la città, le altre università, le forze politiche. La situazione universitaria italiana Su questo argomento è facil
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06 ottobre 2005
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Il Ticino, e la Svizzera in particolare, con l’unica eccezione di Le Corbusier, nel secolo scorso non hanno mai annoverato grandi personalità creatrici, distinguendosi piuttosto per un elevato standard edilizio. I motivi per cui sono mancate figure di rilievo capaci di influire a livello internazionale andrebbero certamente indagati in modo approfondito, ma un bilancio si può trarre a partire da alcune considerazioni che evidenziano costi e ritardi della cultura ticinese. Nell’ampia rassegna “50 anni di arc
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09 agosto 2005
(la provincia non provinciale) - >Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. (Eugenio Montale) ...fuggi da ciò che è foggiato verso i regni indefiniti delle forme possibili. (J. Wolfgang Goethe) Rifiuto, come sempre, il discorso sano, quello che imporrebbe di scegliere tra i due elementi dell’alternativa, la riuscita o il fallimento, la vittoria o la sconfitta; scelgo invece, ostinatamente, di non scegliere: io continuo. Prendo ad esempio la Sicilia. L’epoca d’oro, è certo
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05 agosto 2005
(identità multipla e ibrida) - Il 2004 è un anno ricco di eventi per l’architettura. Lo scorso 18 aprile si sono aperte a Como le celebrazioni per il centenario della nascita di Giuseppe Terragni. Diversi eventi culturali si sono svolti a Genova, capitale della cultura per il 2004, come la grande mostra di Renzo Piano. Il 12 settembre si è inaugura la nona Biennale di architettura di Venezia diretta da Kurt Foster e dedicata al tema della Metamorfosi. Ma il 2004 segna anche un evento meno noto che merita egualmente di essere ricordato: l
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01 agosto 2005
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - En estas líneas no estamos haciendo historia de la arquitectura sino lo que se suele llamar “teoría y crítica”. Sin embargo, vamos a romper este dualismo nebuloso y utilizar el término sintético de Filosofía de la arquitectura. De esta manera se asume desde el inicio la necesaria inseparabilidad de la teoría y de la crítica de la arquitectura, criterio fundamental que busca relacionar el pensamiento con los objetos arquitectónicos construidos y construibles en el mundo real. Hay un concepto de arquitectu
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16 luglio 2005
>"Credo che il pubblico che assista a un film o a un lavoro teatrale si trovi in una condizione assai simile al sogno, e che l'esperienza del dramma si trasformi in una sorta di sogno controllato; ma il punto essenziale è che il film comunica a livello subconscio, e il pubblico risponde alla struttura elementare della storia su un livello subcosciente, come se rispondesse a un sogno." (1) "Non vorrei dover scrivere la valutazione di un film che mi è piaciuto, poiché credo si tratti di qu
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15 giugno 2005
(la ragione e "l’altro") - Il senso comune e l'architettura L'architettura esprime con le proprie pratiche una relazione temporale che disegna la spazialità dell'accadere dell'essere nel mondo. Il senso comune considera il costruire una precondizione dell'abitare. In altre parole, si costruisce per abitare. Nel nostro tempo, in cui domina l'ambito tecnico del rapporto alle cose, la richiesta di espansione indeterminata si scontra con la rarità che delimita l'essere della determinazione urbanistica nella nostra relazione all'abitare
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01 maggio 2005
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Ho tra le mani l’ultimo libro di Rafael Moneo: inquietudine teorica e strategia progettuale nell’opera di otto architetti contemporanei. Si tratta di un’operazione editoriale importante: il libro, a quanto ne so, è uscito contemporaneamente in Inglese (MIT press), Spagnolo (Actar) e Italiano (Electa). Vi sono esaminate le opere di Venturi & Scott Brown, Stirling, Rossi, Eisenman, Siza, Gehry, Koolhaas, Herzog & de Meuron. L’obiettivo è ambizioso: tentare una sintesi del dibattito teorico degli ultim
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01 maggio 2005
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - What are your most recent works? One of the most recent SITE works is an interior office space for a stockbroker in New York. It was designed as an “information immersion environment” for Xerion Capital Company - completed in 2003. Throughout the space, glass walls are covered with a flood of semi-transparent digital icons, numeric images, and holographic video projections. The purpose is to create a feeling of kinetic activity in an environment of invisible technology - consistent with the flow of digital
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01 maggio 2005
(dopo lo Star System / Transiti e metamorfosi) - Sempre più spesso siamo abituati a pensare all’architettura in termini di firme, di star system. Segno dei tempi, non per questo negativo, ottimo per veicolare le ragioni dell’architettura stessa al grande pubblico, operazione necessaria ma non sufficiente. Al di là delle firme appaiono allora i temi di architettura. In passato il concetto di tema veniva immediatamente associato a quello di tipologia e così veniva svilito nell’ elementarismo ripetitivo. Oggi le cose sono indubbiamente cambiate; il riduzioni
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